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| Piano del Parco "occorre celerità" |
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9/09/2009 |
| Sarà che nelle ultime settimane quando si parla di Ente Parco Nazionale del Pollino si pensa alla vicenda legata alla Centrale del Mercure; sarà anche che c’è stata l’estate in mezzo; fatto sta che da quando, nel luglio scorso, è stata presentata alla comunità del parco una bozza del Piano, quasi più nessuno ne ha parlato. E la data fissata per far terminare le eventuali discussioni o proposte (29 agosto) ha nei fatti avuto una tacita proroga. Come se 15 anni di attesa fossero pochi. Nel frattempo oggi pomeriggio, a Terranova del Pollino, si si dovrebbe svolgere un incontro, tra i sindaci della Valle del Sarmento; incontro promosso dalla cooperativa agroalimentare Copav e dal suo presidente, Alberico Tufaro, che critica l’atteggiamento generale degli amministratori locali, accusati di “immobilismo nei confronti della vicenda legata al Piano del Parco”. “I sindaci- spiega Tufaro- non prendono iniziative. Sono passati 15 anni ma non si è mai pronti. I privati, gli agricoltori, gli imprenditori e chi opera nel Parco hanno bisogno del Piano per sopravvivere e per far andare avanti le loro attività. Ma alla fine sono i sindaci che hanno la facoltà di esprimere un voto a favore o contro il Piano. Doveva passare un mese. Ne passerà un altro e chissà quanti”. “Sono state disattese le nostre istanze- spiega il sindaco di Cersosimo, Mario Trupo- e fino a quando non saranno disposti ad accogliere la linea, con la quale ci troviamo d’accordo, che è quella proposta dalla Copav, allora non appoggeremo il Piano. Il parco è salvaguardia, ma è anche valorizzazione”. Gli fa eco il sindaco di Noepoli, Domenico Esposito, che, oltre alle istanze inattese e che “devono essere prese in considerazione”, parla anche di “difficoltà nel comprendere tecnicamente la stesura della bozza presentata. Cartografia a scala troppo alta e riferimenti sbagliati”. “E’ questo il momento di puntare i piedi- conclude Esposito- e occorre battersi perché, razionalmente, il Piano deve diventare opportunità e non freno nei contenuti”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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