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| E ora nell’ospedale di Tinchi s’insedia un presidio di protesta |
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9/09/2009 |
| PISTICCI. Nuove forme di protesta a difesa dell'Ospedale di Tinchi. Dopo la manifestazione di venerdì 5 settembre, è stato istituito un presidio permanente all'interno della struttura e il primo risultato è stato quello di impedire lo smontaggio delle lampade sciialitiche della sala operatoria del reparto di chirurgia al secondo piano, in programma sabato 6 settembre.
A circa 30 anni dalla sua istituzione, permane comunque il rischio di un totale ridimensionamento di uno dei più attivi nosocomi della regione Basilicata.
Occorre dare atto ai promotori del Comitato di difesa dell'ospedale - in particolare gli ottantenni sindacalisti pisticcesi Domenico Giannace e Nicola Dolce - che instancabilmente fanno sentire alta la loro voce affinchè questa struttura, che pure ha contribuito a salvare tantissime vite umane, non scompaia da
un bacino di circa 40 mila utenti.
Da parte sua, il presidente del consiglio comunale di Pisticci, Giovanni D'Onofrio, ha ribadito quello che è stato il ruolo importante svolto dall'amministrazione comunale e in particolare del consiglio che presiede, ricordando ancora una volta l'approvazione di una delibera in cui si chiedeva alla Regione di Basilicata il riconoscimento dell'indirizzo di alta specializzazione a cui però, al momento, non è stata data alcuna risposta.
Intanto, tiene sempre banco la notizia sulle voci che circolano da alcune settimane circa la imminente chiusura del reparto medicina con l'accorpamento provvisorio con il reparto di chirurgia, ma la cosa riguarderebbe anche altri reparti e servizi come la dialisi, il Pronto soccorso, il laboratorio di analisi.
Nei prossimi giorni ne sapremo di più sul destino del nosocomio.
MICHELE SELVAGGI
Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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