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Ferrosud, l’incubo per 60 lavoratori

7/09/2009



È sempre più a tinte fosche il futuro della Ferrosud, l’azienda che produce materiale rotabile nell’area industriale di Jesce. I 60 lavoratori posti in cassa integrazione straordinaria con provvedimento retroattivo dal 4 maggio scorso sono ancora in attesa di percepire le indennità mensili. È quanto denuncia Giuseppe Giannella, segretario provinciale della Fiomn Cgil per il quale dopo il tavolo tenutosi a luglio nella sede della Regione a Potenza e il confronto con il gruppo Mancini che controlla Ferrosud, non ci sono segnali di ripresa produttiva e occupazionale all’interno dello stabilimento materano. «Al contrario - rincara la dose Giannella - la situazione è più critica rispetto al periodo antecedente l’estate e non si prevede almeno in un breve arco temporale il rientro lavorativo di alcune unità poste in cassa integrazione».

Dunque dopo la chiusura estiva di circa trenta giorni si preannuncia un autunno particolarmente caldo per queste maestranze, da anni costrette a convivere con una difficile situazione lavorativa. Il ricorso al fermo forzato di 60 unità sulle 145 totali, era stato motivato dall’azienda per la forte contrazione delle commesse sul mercato. Al momento, tuttavia, si incontrano notevoli difficoltà anche nell’assicurare agli operai l’indennità di cassa integrazione. Le cose si complicano anche perchè da Roma le notizie non sono affatto confortanti. «A livello nazionale - dice Giannella - ci sono problemi per approvare i provvedimenti di cassa integrazione e anche nel caso della Ferrosud la procedura è particolarmente farraginosa. Sta di fatto che da maggio scorso gli operai non hanno preso un euro. L’altro aspetto che ci preoccupa e non poco e che socondo le nostre fonti del Ministero del Lavoro la pratica per il riconoscimento della cassa integrazione straordinaria ai lavoratori Ferrosud dovrebbe definita non prima della fine di ottobre.

Questo vuol dire che i lavoratori percepiranno i soldi a dicembre. È una situazione drammatica che invece ha bisogno di risposte celeri e concrete. C’è tanta gente monoreddito con un mutuo per la casa alle spalle e ogni giorno fatica sempre più ad andare avanti, tanto più che il sistema del credito ha ormai chiuso i cordoni della borsa ed è diventato sempre più intransigente». Tarda a partire pure la commessa per la trasformazione 19 carrozze, per un importo complessivo di 6 milioni di euro. Anche in tal senso ciò che sta accadendo è una spia delle difficoltà che sta attraversando l’azienda. «Sono cominciati i lavori di smantellamento di alcune carrozze ma si è in attesa dell’approvigionamento del materiale necessario per l’intervento». Intanto giovedì mattina la Fiom Cgil ha indetto una assemblea nella sede della Camera del Lavoro con inizio alle 9.30 proprio per affrontare i nodi che attanagliano la Ferrosud che intanto dallo scorso giugno ha operato un avvicendamento ai propri vertici designando amministratore delegato Ambrogio Pierro al posto dell’ing. Bruno Moscariello. Negli ambienti sindacali la chiave di lettura della staffetta sarebbe da ricondurre ad un chiaro disegno del Gruppo Mancini di avere poco a cuore le strategie future della Ferrosud.

Donato Mastrangelo
La Gazzetta del Mezzogiorno



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