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Autonomia comunale, 50 anni celebrati senza programmazione

4/09/2009



Il 2009, per i cinquant'anni di autonomia comunale, iniziata nel 1959, doveva rappresentare l'anno del rilancio per Policoro. Un'occasione persa. L'anno sta finendo come è iniziato: tra feste e festicciole, fatte passare come eventi di arte, cultura e spettacolo per celebrare il cinquantenario. Non c'è dubbio che l'anniversario per Policoro, che si è trasformato da piccolo borgo in una città, è un evento, ma che va avanti tra molte contraddizioni, tra le quali "sguazza" (non si tratta di un termine offensivo, in italiano significa "si trova a proprio agio") il sindaco Nicola Lopatriello, felice di fare tutto quello che gli suggerisce la sua testa, senza alcuna programmazione. Basti pensare alle 300 benemerenze civiche, tutte con la stessa dicitura "per aver contribuito allo sviluppo di Policoro" consegnate sia al bambino di 9 anni che al professionista, artigiano, commerciante che sono da una vita a Policoro. Non finisce qui: ne darà altre 300, per fare un dispetto a chi ha scritto «che il sindaco Lopatriello sta utilizzando il cinquantenario come un mega spot elettorale».
Rimane il fatto che le celebrazioni sono nate e proseguono senza un progetto, come se questo appuntamento fosse arrivato per caso. È un comodo alibi per tanti: per l'Amministrazione comunale che avrebbe dovuto essere il punto di riferimento di ogni iniziativa, programmando con largo anticipo quello che si sarebbe dovuto fare. Per il Comitato ombra (esiste, per caso, una delibera di nomina?) fatto ad hoc solo per avallare quello che stabilisce il Sindaco e l'Assessore che distribuiscono i contributi; per le forze politiche dell'opposizione che hanno rifiutato "la medaglia" ricordo, ma alle quali non è mai venuto in mente di proporre un contro-cinquantenario, qualcosa per far capire ai cittadini quale è la loro visione della città. Strano modo di comportarsi da parte dell'opposizione. Mancano le idee, la voglia di lottare?
Cosa si aspettava e si aspetta Policoro da un evento così importante? Che studiosi del territorio, economisti e urbanisti anticipassero che fare per crescere ancora, per non disperdere le risorse giovani, perchè Policoro continui ad essere una città vivibile ed appetibile, come nel passato. Insomma, per consegnarci un progetto che punta al futuro. Ora, però, occorre il coraggio di fermarsi e di riflettere: Policoro, da una quindicina d'anni a questa parte, sta invecchiando molto, i giovani vanno via, il movimento demografico è stabile solo perchè le nascite compensano ancora i decessi. È l'immigrazione dall'estero che negli ultimi tempi ha fatto aumentare di qualche centinaio di unità i 15.000 abitanti del 1994, che rimasero tali anche al censimento del 2001 (15.095). Ora si viaggia per i 16.000 abitanti. Ma non si va avanti con l'improvvisazione.

Nicola Buccolo
La Gazzetta del Mezzogiorno







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