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Centrale del Mercure: la risposta dell'Enel, le obiezioni dei Forum

3/09/2009



Il 5 settembre, a partire dalle ore 10. in località Pianette a Laino Borgo, si terrà la grande manifestazione contro la riapertura della Centrale del Mercure.
Una mobilitazione popolare che ha già bloccato il parere dell'Ente Parco Nazionale del Pollino.
“Basta con i tentennamenti e gli opportunismi- dicono gli organizzatori lottiamo per i diritti alla salute e allo sviluppo della Valle del Mercure, che la Centrale affosserebbe definitivamente”.
Di seguito riportiamo il comunicato diffuso dall'Enel e inviato agli indirizzi di chi ha sotoscrito la petizione contro la riapertura della Centrale.
Riportiamo anche la risposta, arrivata pochi istanti dopo, dei promotori della petizione.

Enel:
"Temiamo che all'origine delle vostre e-mail ci sia una conoscenza incompleta del progetto di Enel: la riconversione della centrale del Mercure, che utilizzerà esclusivamente legna vergine, presenta benefici ambientali superiori ai possibili disagi che qualsiasi attività industriale comporta.

Permetteteci quindi di rispondere ad alcune domande e di esporvi alcuni dati di fatto, indispensabili, crediamo, per formarsi un'opinione più completa. E di ricordare, innanzitutto, che l'impianto ha in corso l'aggiornamento delle autorizzazioni, già ottenute nel 2002 dopo esser stato giudicato compatibile con l'ambiente.

Perché le biomasse?

La ragione di fondo del nostro investimento è quella di aumentare la capacità produttiva italiana da fonti rinnovabili al fine di ridurre le emissioni di CO2 come da più parti viene richiesto da associazioni ambientaliste e da forze politiche e sociali locali e nazionali.
La produzione di energia con l’utilizzo di biomasse vegetali, infatti, è un processo che non aumenta la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera: la quantità di CO2 rilasciata durante la combustione è pari a quella che le biomasse assorbono, per fotosintesi, nel corso del loro accrescimento. Si ottiene dunque energia con un’emissione di anidride carbonica globalmente vicina allo zero. Aumentare la quota di energia prodotta mediante l’uso di biomasse – risorse pulite e rinnovabili - piuttosto che con combustibili fossili contribuisce alla riduzione globale della CO2 emessa in atmosfera ed è una delle strade raccomandate anche dalla Comunità Europea per combattere le emissioni idi gas effetto serra responsabili del cambiemento climatico.

Perché al Mercure?

Per non dover consumare altro territorio. Nel sito da decenni esisteva una vecchia centrale che è stata modificata: l'impianto così riconvertito a biomasse (solo legna vergine) avrà una capacità notevolmente inferiore. La potenza, infatti, è quindi oggi di circa 35 MW netti, e dunque non è di certo la più grande d’Italia nel suo genere: proprio in Calabria, nella provincia di Crotone, è già in funzione un impianto a biomasse più potente (40 MW) che stranamente non ha sollevato nessuna obiezione.
La scelta di riutilizzare il sito di Mercure ha già consentito la generale riqualificazione del complesso industriale preesistente senza ulteriore occupazione di spazio. Il beneficio per il paesaggio derivante del reimpiego di infrastrutture elettriche esistenti (cabine di trasformazione, linee di trasmissione, silos ecc.), senza nuove realizzazioni ci sembra evidente.

Cosa comporterà per il territorio?

Il riavvio della centrale, ridimensionata nella taglia e riconvertita a biomasse, consentirà:
una consistente riduzione delle emissioni in atmosfera, rispetto al precedente esercizio a olio combustibile e, prima ancora, a lignite;
la valorizzazione della filiera del legno;
lo sviluppo di sinergie con l’economia della zona, con positive ricadute occupazionali dirette e indirette.

Riguardo a questi due ultimi punti:
Il nuovo sistema di approvvigionamento del combustibile prevede l’impiego di personale e mezzi locali per la raccolta e il trasporto della legna. Il trasporto avverrà mediante camion creando opportunità per le imprese di autotrasporto.

Complessivamente, la riconversione a biomasse permetterà lo sviluppo di nuova occupazione indotta, stimata in circa 150 unità. Anche l’organico Enel nel sito ritornerà su livelli molto superiori a quelli recenti, con circa 40 unità impegnate stabilmente.

Come saranno controllate le emissioni?

Per garantire il rispetto degli impegni presi, sono previsti due sistemi per il monitoraggio dei dati ambientali:
un sistema di controllo delle emissioni al camino automatizzato trasmetterà i dati a un computer che Enel installerà presso il Comune di Laino Borgo;
un sistema di controllo della qualità dell’aria al suolo costituito da 5 “capannine”, ciascuna delle quali verrà dotata di strumentazione per la misura di NOx, SO2 e polveri; è inoltre prevista la riattivazione della stazione meteo: i valori rilevati dalle “capannine” saranno memorizzati, archiviati e disponibili per gli organi di controllo".



FORUM ASSOCIAZIONI: Questo puzzle di pareri (su diversi dei quali pesano obiezioni e ricorsi, nelle sedi competenti, oltre che alla Magistratura ordinaria), affannosamente e disordinatamente rincorso da ENEL, è tuttora ampiamente incompleto e, comunque, del tutto inadeguato, visto che la normativa italiana ed europea vieta progetti come quello dell'ENEL. Cfr. il documento PERCHE' LA CENTRALE ENEL DEL MERCURE NON PUO' ESSERE RIATTIVATA, all'indirizzo:
http://www.ilriccio.info/lontra/la_centrale_non_può_essere_riattivata.html


Non si possono certo accampare pretese infondate solo perché ci si chiama …ENEL.

Si attesta qui un fatto fondamentale, che si cerca poi di smentire, solo poche righe più giu': la Centrale è completamente chiusa e inattiva da molti anni. Perciò ORA NON INQUINA. L'INQUINAMENTO EVENTUALMENTE PRODOTTO CON LA RIACCENSIONE ANDREBBE A DANNEGGIARE UN AMBIENTE SALUBRE E PULITO!

Tra i forti rallentamenti burocratici è anche compreso il tempo perduto per i sequestri giudiziari, dopo il rinvenimento di rifiuti tossici e cancerogeni illegalmente sepolti all'interno dell'area della Centrale, in seguito a indagini promosse dalle denunce dei cittadini?

Le Centrali a biomasse per essere in pari con il bilancio della CO2, devono avere una potenza del'ordine di 0,5 MW elettrici ed un bacino di approvvigionamento di circa 40-50 Km di raggio. Questo perché nel bilancio della CO2 va calcolata l'estrazione e il trasporto delle biomasse. La Centrale del Mercure, una delle più grandi d'Europa!, ha una potenza di 35 MW elettrici netti (70 volte piu' grande!) e come bacino di approvvigionamento l'intera Comunità Europea, come ENEL stessa ha dovuto ufficialmente confessare, dopo anni di reticenze. 400.000 tonnellate l'anno il legname da incenerire e centinaia i camion che ogni giorno andrebbero a congestionare ulteriormente una viabilita' gia' ora inadeguata e a spandere i loro gas di scarico in un ambiente incontaminato e protetto (un Parco Nazionale!).

Le Centrali a biomasse nascono inoltre per fornire energia alle comunità locali, non a scopo unicamente speculativo (legittimo se non comporta danno all'ambiente e alle popolazioni residenti).

Attualmente la Centrale non funziona a olio combustibile. Semplicemente non funziona del tutto dal 1997, per cui l'aria è pura da ben dodici anni. E tale vogliamo rimanga.


Il problema delle patologie da particolato fine ed ultrafine (allergie, patologie respiratorie in genere, malattie cardiovascolari, tumori, ecc.) non è certo un'invenzione egli ambientalisti! Come è ben noto dalla letteratura scientifica internazionale, le nanoparticelle più pericolose sono quelle piu' piccole (da PM 2.5 fino a PM 0,1), che è impossibile intercettare con i filtri industriali attualmente in commercio. Per non parlare poi di ossidi di zolfo, ossidi di azoto, diossine


Di nuovo si finge di dimenticare che la Centrale è ben chiusa e che il fiume Mercure ringrazia per questo da dodici anni. La grande quantità di acqua che ora si vorrebbe sottrarre al piccolo fiume Mercure, modificata nella composizione e nella temperatura, non potrebbe che avere un impatto fortemente sfavorevole sull'ambiente e sull'ecosistema circostante, con nocumento per piante e animali, tra cui la lontra (ma non solo), la cui presenza nell'area è certificata da studi scientifici.



La grottesca vicenda dei presunti posti di lavoro sarebbe comica se non speculasse su una delle piaghe endemiche della nostra terra, quella della disoccupazione. Che la Centrale non mitigherebbe affatto, ma aggraverebbe e di molto. Scomparsi (per vergogna?), in questa lettera di ENEL, ogni passato riferimento a nuovi posti di lavoro nella Centrale, si passa ad un altrettanto irrealistico indotto. Ma quale? Quello di ditte di autotrasporto che non ci sono, o di altrettanto inesistenti coltivatori di biomasse', mestiere, per altro, assolutamente non redditizio e per di piu' all'interno di un'area protetta? E perché non si parla dei DANNI ALL'OCCUPAZIONE già presente che la Centrale creerebbe? Per esempio alle cooperative che fanno rafting sul Mercure-Lao (circa 20.000 turisti l'anno che certo non vengono ad ammirare una ingombrante e dannosa Centrale che beve il nostro fiume). Oppure ai piccoli imprenditori di prodotti tipici locali, che hanno nella qualità ambientale della filiera di produzione il loro punto di forza?

E' per tutto questo che popolazioni locali, Sindaci dei Comuni maggiormente danneggiati, Comitati e Associazioni ambientaliste, locali e nazionali, hanno fatto fronte comune, ormai da oltre sette anni, per bloccare un tentativo di progetto dannoso e predatorio e in evidente conflitto con la normativa italiana ed europea di tutela di aree protette quali il Parco Nazionale del Pollino e la Zona di Protezione Speciale Pollino Orsomarso (IT9310303), al cui interno si vorrebbe accendere la Centrale del Mercure.





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