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| Viggianello: sos per i fiumi del Parco nazionale del Pollino |
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3/09/2009 |
| I grandi bacini idrografici del parco nazionale del Pollino sono in pericolo. A denunciarlo sono gli ambientalisti della Ola, che intervengono contro igli impianti dell’Enel. «Dopo il fiume Lao, interessato dalla captazione delle acque da parte dell’Enel per il raffreddamento della centrale del Mercure contro il cui utilizzo si è opposto giustamente il sindaco di Viggianello, Antonio Fiore, è la volta di altre due centrali idroelettriche previste sui fiumi Lao ed Argentino, che scorrono in territorio calabrese ma i cui bacini idrografici comprendono territori sul versante lucano del Parco nazionale del Pollino». È questa la denuncia di alcune associazioni calabresi che paventano il rischio che la portata del fiume Mercure-Lao attualmente di 800 litri al secondo venga azzerata dalla possibile costruzione di due centrali idroelettriche che richiedono un fabbisogno idrico complessivo di oltre 600 litri a secondo. Tutto ciò avviene all’interno del parco nazionale del Pollino, della riserva integrale, e nella Zps denominata «Valle del Fiume Argentino» (zona 1 del parco nazionale del Pollino).
La Ola, Organizzazione Lucana Ambientalista, chiede all’Ente Parco del Pollino di uscire dall’ambiguità assumendo le proprie responsabilità ed il controllo del territorio dell’area protetta alla mercè delle società multinazionali dell’energia. La Ola ribadisce inoltre come sia necessario che le Regioni Calabria e Basilicata attuino politiche coerenti che evitino scelte devastanti e distruttive per il patrimonio naturalistico protetto ed auspica prospettive di sviluppo per i residenti incentrate sulla salvaguardia del bene comune rappresentato dall’ambiente. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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