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| Cittadella dei Saperi: "siamo a buon punto" (?) |
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1/09/2009 |
| Potrebbe essere “a buon punto” il progetto di realizzare un Campus scolastico a Senise. L’idea, della quale si parla ormai dal 2005 e che, ogni volta, prima sembra arrivi ad una concretizzazione e un attimo dopo si allontana nuovamente, è in pratica quella di creare a Senise, in contrada Rotalupo (dove attualmente si trova l’Istituto di scuola superiore “Sinisgalli”) quella che per la Provincia di Potenza è la “Cittadella dei Saperi”, dove far convogliare tutte le strutture di scuola di secondo grado presenti e creare gli spazi idonei anche per attività extra-scolastiche. Costo totale previsto: oltre 1 milione di euro. Da pochi mesi il progetto, inizialmente promosso dall’ex presidente provinciale Sabino Altobello, è passato nelle meni del nuovo presidente, Piero Lacorazza. “Spero che nelle prossime settimane- dice Lacorazza- riusciremo ad accelerare l’iter, perlomeno nei tempi consentiti dalla burocrazia, ma anche dalla volontà e dalla passione delle amministrazioni comunale e provinciale. Abbiamo avuto un confronto con il sindaco e stiamo cercando di superare le difficoltà che si sono presentate in questi mesi”. Già, le difficoltà: dopo una prima conferenza di servizio promossa dalle due antecedenti amministrazioni comunale e provinciale, e dopo diversi annunci di presentazioni ufficiali del progetto, in realtà il tutto si era bloccato anche perché, dopo l’insediamento dell’amministrazione comunale attuale, si era palesata l’esistenza di un mutuo trentennale (estinguibile nel 2034 di circa 296mila euro) che grava su un edificio grezzo, che si trova nell’area individuata per il campus e che dovrebbe ospitare le classi del Liceo Classico “I. Morra”, attualmente in una struttura privata. Questo ha rallentato di alcuni mesi il passaggio dello stabile dal Comune alla Provincia. E ora si attende la conclusione dell’iter.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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