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| Una signora contro la Sita: "rimasta a piedi perchè non volevano il mio cane" |
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28/08/2009 |
| E’ rimasta in Basilicata, impossibilitata a fare ritorno in Toscana, dove da anni vive e lavora, perché le è stato “impedito di salire sul pullmann”. A raccontarlo con una lettera alla Gazzetta è la signora Maria Antonietta Sinisgalli, che alle 5 e 30 del mattino del 19 agosto scorso ha dovuto decidere di non salire sull’autobus che l’avrebbe condotta a Roma. “Mi è stato vietato di portare con me il mio cane, di piccola taglia, anche se in passato, con la stessa linea e gli stessi autisti, non c’era stato alcun problema”. “Mi sono stupita di questo atteggiamento- racconta la signora- conseguente all’applicazione di un regolamento di cui ignoravo l’esistenza. Ho cercato di trovare una soluzione proponendo di mettere il cane dentro uno zainetto (con la testa fuori), di pagare per intero il biglietto e un’eventuale multa, data anche l’impossibilità di procurarmi un trasportino a quell’ora”. Le proposte sono state vane e, spiega la signora, “hanno solo provocato l’ira degli autisti, fino alla vera e propria maleducazione”. Una scena che, come racconta sempre la signora, è durata mezz’ora e il risultato è stato “l’impossibilità di partire, per cui non ho neanche potuto rispettare impegni di lavoro già presi”.
La signora dice di aver anche cercato di contattare la sede potentina della Sita. “Ho parlato con diverse persone- dice- senza che nessuno abbia preso a carico il problema. Nessuno, tra l’altro, mi ha saputo dire la procedura per il rimborso del biglietto non utilizzato”.
Anche la Gazzetta ieri pomeriggio ha provato a contattare la Sita per esporre il problema ed, eventualmente, avere il contraddittorio. Ma non è stato possibile perché dal centralino ci è stato risposto che in quel momento (le 17 e 40 circa) non c’era più nessuno negli uffici preposti. Non è stato possibile nemmeno avere un recapito di telefonia cellulare. Intanto, da una ricerca in rete su quelle che sono le norme generali di viaggio si legge che: “Il trasporto di cani è ammesso solo se muniti di museruola e di guinzaglio dietro pagamento di regolare titolo di viaggio. Il trasporto di animali domestici di piccola taglia (quindi non solo cani) collocati in idonei contenitori e se non occupano un posto a sedere”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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