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| Bambina malata di leucemia: la risposta dell'Azienda Sanitaria |
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27/08/2009 |
| “Se ci sono stati comportamenti, da parte del personale medico, non rilevabili dagli atti e relativi alla mancata umanità, resto in attesa di ricevere dai genitori comunicazioni più dettagliate”. Si rende disponibile ad ascoltare il racconto dei genitori, il dottor Giuseppe Nicola Cugno, direttore sanitario dell’ASP, in merito alla vicenda di Benedetta, la bambina di 4 anni arrivata all’ospedale di Lagonegro per un dolore al piede sinistro, rimandata per due volte a casa e che poi, con una diagnosi del pediatra della bimba, il dottore Rocco Leone di Policoro, ha scoperto di essere affetta da leucemia linfoblastica acuta. Il padre di Benedetta, il signor Bruno Fittipaldi, aveva raccontato alla Gazzetta di aver ricevuto un trattamento “poco umano”. Arrivata al Pronto Soccorso per un dolore al piede sinistro, i medici avevano effettuato una radiografia che, però, aveva dato esito negativo. “Il dolore peggiorava - aveva raccontato il padre- siamo tornati, le hanno controllato la schiena e ci hanno rimandato a casa. Siamo andati a Policoro dal dottor Leone che, dopo una visita dettagliata alla bambina, ha riscontrato la malattia e ha allertato subito l’ospedale di Matera”. Lo stesso dottor Leone specifica che “se fosse stata presa con un mese di anticipo, la leucemia che adesso è a medio rischio probabilmente sarebbe stata a lieve rischio”.
“Benedetta - spiega Cugno- è stata visitata nel Pronto Soccorso di Lagonegro il 17 luglio e il 10 agosto. La prima volta il padre, nell'accompagnare la bambina che lamentava dolore alla caviglia, ha riferito di un recente trauma contusivo-distorsivo. L'attenzione dei sanitari, in assenza di qualunque altra sintomatologia, è stata pertanto indirizzata da tale riferimento e sono state effettuate visite ed esami specialistici mirati. Nella seconda occasione, essendo comparso anche un lieve dolore lombare, oltre alla consulenza ortopedica, il medico di guardia ha consigliato di eseguire una consulenza pediatrica ma i genitori hanno deciso di far riferimento al proprio pediatra di famiglia”. Il padre della bimba specifica che non è sembrato che tale consiglio fosse riferito ad un pediatra interno all’ospedale e, pertanto, la famiglia ha deciso di rivolgersi a Leone. Quest'ultimo precisa che "megli atti presentati dai genitori non figura la richiesta scritta di una visita pediatrica".
“Non vi è alcuna intenzione giustificare e, soprattutto comprendo il grave stato di sofferenza dei genitori- conclude Cugno -Ogni caso è a se stante e proprio nei giorni scorsi è arrivata una lettera da parte di un consigliere comunale in provincia di Napoli, che ha espresso la propria gratitudine al personale di Lagonegro per aver salvato e curato la figlia di 9 anni vittima di un incidente stradale”.
Mariapaola Vergallito
LA LETTERA INTEGRALE DEL DIRETTORE CUGNO:
Gentile dott.ssa Vergallito,
faccio seguito al suo articolo comparso sulla "Gazzetta di Basilicata"
domenica 23 agosto scorso e all'impegno da me assunto di fare chiarezza
sull'accaduto alla luce della documentazione clinica che ho avuto modo di
acquisire.
In particolare, facendo riferimento a quanto già pubblicato e non potendo
riferire in questa sede altri dati sensibili contenuti negli atti ma che
sono assolutamente chiari e a disposizione di quanti ne hanno diritto, la
piccola Benedetta è stata visitata nel Pronto Soccorso di Lagonegro in due
occasioni il 17.07.09 e il 10.08.09.
Nella prima occasione il padre, nell'accompagnare la bambina che lamentava
dolenzia alla caviglia sinistra, riferiva di un recente trauma
contusivo-distorsivo in quella sede. L'attenzione dei sanitari, in assenza
di qualunque altra sintomatologia, è stata pertanto indirizzata da tale
riferimento anamnestico e sono state effettuate visite mediche ed esami
specialistici mirati.
Nella seconda occasione, essendo comparsa anche, come riferito
nell'articolo giornalistico, lieve dolenzia lombare, oltre alla consulenza
ortopedica effettuata, il medico di guardia consigliava di eseguire una
consulenza pediatrica ma i genitori decidevano di far riferimento al
proprio pediatra di famiglia.
Per quanto innanzi, premesso che non vi è alcuna intenzione di porre in
essere un comportamento giustificativo e/o difensivo da parte
dell'Azienda, e, soprattutto comprendendo il grave stato di sofferenza dei
genitori della piccola Benedetta, cui vanno gli auguri di una pronta e
completa guarigione, non può non rilevarsi che il riferito trauma in
occasione del primo accesso al Pronto Soccorso ha, in assenza di ogni
altra sintomatologia, orientato la diagnosi verso una patologia
distrettuale dell'apparato scheletrico e che in occasione del secondo
accesso non vi è stata la possibilità di un approfondimento clinico da
parte di uno specialista pediatra.
Questo è quello che emerge dagli atti visionati.
Qualora invece si fossero verificati comportameti da parte di alcuni
dipendenti, non rilevabili dagli atti, non improntati a disponibilità ed
umanità la Direzione dell'ASP resta in attesa di ricevere dai genitori
comunicazioni più dettagliate atteso che l'Ospedale di Lagonegro, per
quanto di eccellente il personale ha fatto per una bambina di 9 anni, è
stato in questi stessi giorni portato all'attenzione delle massime
Autorità del Paese con la lettera che Le Invio per fax.
Cordialità .
Giuseppe Nicola Cugno Direttore Sanitario ASP
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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