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A Senise le opere di Carlos Langone

27/08/2009



La nostalgia cupa delle metropoli argentine, la donna alata provocante e mascolina al tempo stesso; i volti intensi, inafferrabili nel loro senso intimo e sfuggente; ma anche l’omaggio ai prodotti della gastronomia lucana e i dipinti raffiguranti le piazze dei comuni della Basilicata: Carlos Langone è l’artista italoargentino (le sue origini sono picernesi), arrivato per la prima volta in Basilicata nel 2003 e rimasto colpito da questa terra. Le sue opere in questi giorni e fino al 30 agosto resteranno esposte nel chiostro maggiore del Convento di San Francesco a Senise. “Un artista versatile- spiega il curatore della mostra nonché suo intimo amico, Mimmo Ricciardi- L'incertezza descritta dai suoi uomini rappresentati di sbieco, la presunzione umana di poter controllare e cambiare la natura è tutta nelle figure gigantesche di questa natura in confronto alla piccolezza delle figure umane. E ancora: la sua città è cupa perchè l'uomo l'ha distrutta, ma uno spiraglio, in questa nostalgia e in questa inquietudine, Langone lo trova sempre. I suoi materiali sono i pastelli, la colla acrilica, la carta i suoi affreschi sono capolavori sui tela che sembrano quasi di un'epoca lontana”.
La prima volta in Basilicata, abbiamo detto, fu nel 2003. L'allora ambasciatore dei lucani nel mondo, Rocco Curcio, volle dare a Langone il premio che si dà ai lucani illustri. La sua mostra stette al museo provinciale per un mese. Adesso, dopo tanti successi, è arrivato a Senise, ma non si fermerà sicuramente qui.
Un artista dalle tinte forti e nel quale la nostalgia rappresenta forse il centro di quel “Mosaico di memoria” che vuole raccontare, ma che passa anche attraverso i temi di attualità, la violenza e la perenne ricerca di un’identità e delle radici.

Mariapaola Vergallito



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