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Moliterno: presentazione della ristampa de “I moribondi del palazzo Carignano”

26/08/2009



Nel 1862 Ferdinando Petruccelli Della Gattina (Moliterno 1815- Parigi 1890) dava alle stampe per l’editore milanese Fortunato Perelli “I moribondi del Palazzo Carignano”, un corrosivo pamphlet politico che descrive le abiezioni (tante) e le diritture (poche) dei 443 deputati occupanti i banchi della prima assemblea parlamentare dell’Italia Unita. Un’opera di cui ne hanno parlato ai più ripresa giornalisti con la passione per la storia del Risorgimento come Enzo Biagi ed Indro Montanelli e che ebbe negli anni ottanta la ristampa per Mondadori con la presentazione di Folco Portinari. Una seconda ripubblicazione è appena uscita per la giovane casa editrice lucana Valentina Porfidio e si avvale della prefazione dello scrittore e giornalista Marcello Veneziani, il quale anche lui lo scorso aprile in un articolo uscito per il quotidiano Libero si richiamava ai “Moribondi” di Petrucccelli Della Gattina per dimostrare che il campionario umano dei parlamentari di ogni epoca si è sempre distinto più per le inettitudini che per le qualità. Nelle vesti di un osservatore interno, in quanto anche lui deputato (eletto nel collegio di Brienza), Petruccelli Della Gattina fa dei pungenti (e a sprazzi pittoreschi) ritratti dei suoi colleghi, o meglio, come li definisce lui stesso, degli “schizzi a volo d’uccello” per distrarsi “dalle noie delle sedute ove non si trattano che affari di campanile”. Le impavide descrizioni dei “Moribondi” - che l’insigne giornalista e scrittore lucano di fama europea, prima di rivisitarle e raccoglierle nelle pagine del libro, le propose ai lettori del quotidiano parigino “La presse” – sono tutte da leggere e in particolare quelle dedicate al compianto primo ministro Cavour, considerato dal Nostro il più ardito pensatore del Piemonte che senza la sua astuzia ed intelligenza politica l’Italia Unita non si sarebbe mai fatta, o al suo successore Rattazzi, apprezzato atleta della discussione a cui “nulla resiste alla forza della sua logica”. Ma curiosi diventano i flash petruccelliani che chiamano in causa Giuseppe Garibaldi, quasi sempre assente in aula, Filippo Turati, il più intrepido nella lettura dei discorsi, lo scrittore napoletano Giuseppe De Sanctis che “sa di politica quanto gli uscieri della camera”, il barone Bettino Ricasoli, che “è uomo di stato pur non essendo uomo di genio”, il Zanardelli abile oratore, il generale La Marmora che può stare nella milizia ma non in un parlamento, il Silvio Spaventa che “intossica quantunque tocca”, il miglior e il più ascoltato conversatore della camera qual è Nino Bixio, il più “assiduo dormiglione” riconoscibile nel deputato napoletano Antonio Ranieri. Se è vero come riporta in prefazione Marcello Veneziani che i tratti carenti del primo parlamento appaiono tutt’ oggi presenti, ancora più stretta è la similitudine dello stato della sinistra risorgimentale con quell’attuale. Petruccelli scrive che, la sinistra pur battendosi sempre contro tutto e tutti, il suo destino non va oltre l’ideale, pur intruppando le più “brillanti molecole dell’anima e del cuore d’Italia”, le sue forze rimangono bloccate, esprimendo così il caos più totale. Ma di là delle descrizioni dei vivaci ritratti e degli schieramenti politici, le pagine dei “Moribondi” si risolvono nella rappresentazione di un Parlamento che accoglie componenti di tutti i ceti tranne quelli del popolo, la cui sua funzione non dovrebbe essere legislativa ed amministrativa, ma “al punto in cui si trova l’Italia - chiosa Petruccelli Della Gattina - essa è affatto politica, è sovranamente nazionale. Il parlamento è simbolo visibile dell’Unità d’Italia”. La ristampa curata da Valentina Porfidio Editore de “ I moribondi del Palazzo Carignano” viene presentata questa sera nell’Atrio del Palazzo Municipale (ore 21.00), intervengono lo scrittore e giornalista Marcello Veneziani, lo storico Giampaolo D’Andrea, il sindaco di Moliterno, Angela Latorraca e l’editore Valentina Porfidio. Modera Oresete Lo Pomo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Basilicata.





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