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| Crisi Fiat Melfi tensione nella sede di Confindustria |
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24/08/2009 |
| Momenti di tensione si sono registrati poco fa a Potenza, nell’edificio che ospita la sede di Confindustria Basilicata, dove è in programma una riunione – che potrebbe anche non svolgersi più – sulla situazione e il futuro della Lasme, azienda dell’indotto dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat che ha annunciato la chiusura dell’attività e la mobilità per circa 170 persone.
I lavoratori, che dal primo pomeriggio facevano un presidio alla sede degli industriali, hanno superato le forze dell’ordine, hanno forzato una porta finestra e hanno invaso un terrazzo adiacente alla sede di Confindustria: altri lavoratori si trovano davanti alla porta di ingresso negli uffici.
Nella sede confindustriale vi sono i rappresentanti dell’azienda, sindacalisti e funzionari dell’associazione di categoria: la situazione è in corso di valutazione.
Cgil e Fiom di Basilicata hanno chiesto "un coordinamento nazionale" per affrontare la situazione della Lasme di Melfi (Potenza), azienda dell’indotto della Fiat-Sata che ha deciso di chiudere e collocare in mobilità circa 170 lavoratori.
I sindacati hanno definito "grave l’atteggiamento di Confindustria" che, a Potenza, "stanno impedendo l’ingresso della delegazione sindacale" ad un incontro convocato per il pomeriggio e prima del quale vi sono stati momenti di tensione. Cgil e Fiom hanno detto di considerare "ritirare la procedura".
Al Governo è stato chiesto di "convocare il tavolo nazionale sulla vertenza, affinchè si possa superare il gioco subdolo dell’azienda che mette in contrasto territorio e lavoratori".
La Gazzetta del Mezzogiorno
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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