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| “Viggiano jazz ‘09”, gran serata di chiusura |
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21/08/2009 |
| Ormai al suo settimo anno, VIGGIANO JAZZ, ha dimostrato di essere una realtà longeva e di rilievo. Il successo di pubblico che ha caratterizzato le serate è una prova tangibile della qualità espressa nei diversi concerti.
La manifestazione, aperta il 19 Agosto dal concerto del Mario Raja Quartet, a Moliterno, è proseguita la sera successiva a Viggiano, davanti ad una piazza gremita, con Dario Deidda - “ATre Trio” e Alice Ricciardi Quartetto; ora, dopo il concerto del 21 con il Duo Marcella Carboni ed Elisabetta Antonini (arpa e voce in “NUANCE DUO”) e “The Translators Quartet”, (formato da Pietro Tonolo al sassofono, Jorge Rossy, alla batteria, Albert Sanz, all'organo “Hammond” e Flavio Boltro, trombettista) VIGGIANO JAZZ si avvia alla chiusura con un gran finale che tende a esaltare i colori e le espressività dell’intera rassegna.
Sabato 22 agosto, sul palco grande del ‘Pisciolo’ in corso della Rinascita, si potrà assistere al grande concerto inedito della O.N.J. – ORCHESTRA NAPOLETANA DI JAZZ, promossa dal Circuito Jazz Festival della Provincia di Napoli e diretta da Mario Raja, che raduna alcuni fra i migliori jazzisti della scena campana: ANNIBALE GUARINO (sax alto, soprano); MARCO ZURZOLO (sax alto); SANDRO DEIDDA (sax tenore); ENZO NINI (sax tenore); NICOLA RANDO (sax baritono); NICOLA COPPOLA (tromba); MARCO SANNINI (tromba); PINO MELFI (tromba) ROBERTO SCHIANO (trombone); ALESSANDRO TEDESCO (trombone); PIETRO CONDORELLI (chitarra); PASQUALE BARADARO (vibrafono); ALDO VIGORITO (contrabbasso); ANDREA REA (pianoforte); SALVATORE TRANCHINI (batteria).
Il concerto sarà incentrato su sorprendenti riletture in chiave jazzistica di musiche popolari partenopee, da Raffaele Viviani a Salvatore Di Giacomo, oltre che su composizioni originali di alcuni membri dell’orchestra.
Alla voce di Raiz, ex Almamegretta ed ospite d'eccezione della serata, nonché grande interprete dei conflitti antichi e del futuro misterioso di Napoli, sarà affidato il non facile compito di rendere più profondo ed intenso lo spirito del progetto.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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