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| Miracolo a Francavilla, il 24 agosto la visita medica a Torino |
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19/08/2009 |
| La visita medica prevista ancor prima del viaggio a Lourdes e fissata per l’8 settembre, sarà anticipata al 24 agosto; così Antonia Raco, o Antonietta come la chiama chi la conosce bene, potrà finalmente essere visitata dallo specialista che la segue dal 2006, da quando ha scoperta di essere affetta da Sla. Il dottore Adriano Chiò, neurologo all’ospedale “Le Molinette” di Torino aspetta di vedere personalmente la sua paziente. E, come il suo collega lucano, medico curante della famiglia della signora, il dottor Giuseppe La Rocca, anche Chiò non si espone con dichiarazioni “tecniche” che riguardano la vicenda. “Fatto sta- spiega- che la Sla non è una malattia dalla quale si può guarire a causa di fattori psicologici, anche se è una patologia in cui è possibile che facoltà fisiche apparentemente attenuate possano non essere del tutto perse ”. Sembra esclusa, quindi, la possibilità che l’improvviso e assoluto cambiamento fisico della signora Raco sia dovuto ad una suggestione, o ad un eccessivo entusiasmo per essersi trovata in un luogo sacro come Lourdes, adesso si aspettano i risultati delle visite mediche. Il dottor Chiò sta già raccogliendo tutta la documentazione necessaria riferita alla storia sanitaria della signora, che sarà sottoposta ad esami che, per la loro natura, saranno obiettivi e assolutamente affidabili e diranno se davvero la parola “grazia” potrà essere sostituita con “miracolo”. Il dottor Chiò ha saputo fin da subito la notizia del repentino cambiamento fisico della signora. Il dottor La Rocca, infatti, medico curante della donna,
si è fin dall’inizio messo in contatto con Torino per raccontare l’accaduto.
“Ho visto la signora dopo il viaggio a Lourdes- aveva raccontato alla Gazzetta- Era seduta, come sempre. Ma a differenza delle altre volte si è alzata e ha cominciato a camminare con le proprie gambe. La sensazione che ho provato è di assoluta meraviglia. E di gioia, profonda gioia, anche perché la signora, gentile e altruista con tutti, merita davvero un miracolo”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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