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| Pollino: il turismo è ancora mordi e fuggi |
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15/08/2009 |
| Non serve censire tutte le strutture ricettive dell’area del Pollino versante lucano per capire che, anche quest’anno, la forbice delle presenze si allarga sempre più nel periodo di Ferragosto. Vacanze mordi e fuggi che, al massimo, durano in totale una settimana, week-end con pernottamento oppure singole giornate turistiche che finiscono al calar del sole. E, come sempre, a farla da padrona sono gli emigrati che tornano per le vacanze. “Vacanze sempre più corte però” come ci dice qualcuno. Ma a Ferragosto quasi nessuno si lamenta. Nel Senisese-Pollino agriturismi, ristoranti e alberghi fanno registrare quasi il tutto esaurito. Prenotazioni anche per le escursioni nel cuore del parco del Pollino. “Da quest’anno- dice un turista a Viggianello- mi sembra migliorata anche l’offerta degli eventi nei calendari estivi”. E a dare una rapida occhiata sembra proprio che sia così: meno degli anni precedenti, le associazioni e le amministrazioni hanno maggiormente imparato a evitare sovrapposizioni di date per eventi simili, seppur con proprie peculiarità. E così che nascono iniziative come il calendario unico dei festival del Pollino, che sono stati dislocati per l’intero mese di agosto senza, appunto, sovrapposizioni. Questo è positivo. Nota negativa è invece il fatto che non sempre nel corso degli eventi i turisti trovino aperti musei e monumenti da visitare anche durante le ore serali. E’ stato, ad esempio, il caso di Senise, dove due turisti pugliesi presenti alle giornate del peperone hanno lamentato il fatto di “non essersi sentiti accolti” da questo punto di vista. Appunti che sono serviti poi a far aprire almeno una delle due antiche chiese.
Sul Pollino, in pieno clima di discussione sull’approvazione o meno del Piano del Parco, si ritorna a parlare della sentieristica. A tal proposito già da qualche mese c’è un progetto di sistemazione dei sentieri di tutto l’area protetta con 7 percorsi da riqualificare. Di questi quattro sono sul versante lucano: Colle dell’Impiso su Monte Pollino e sulla serra del Dolcedorme (quest’ultimo al confine con la Calabria), Madonna di Pollino sui Piani di Pollino e Bosco Favino di Monte Alpi. Nel versante della Val sarmento, invece, la sentieristica è affidata invece alle competenze della Comunità Montana. I luoghi interessati sono sei comuni della Basilicata, in provincia di Potenza (Chiaromonte, Castelsaraceno, Fardella, San Severino Lucano, Terranova del Pollino e Viggianello) e in sei comuni della Calabria
Perché non si può parlare di Pollino senza parlare di sentieristica. Sono trentaquattro in totale i sentieri per un totale di 250 chilometri tra Calabria e Basilicata, dai piani fino a raggiungere alle alture.
Da quest’anno, però, il Pollino conserva anche un altro tipo di sentieristica: quella legata all’arte contemporanea. L’esperienza di attraversare la natura incontaminata dell’area protetta e, nello stesso tempo, di calcare un palcoscenico immaginario in cui artisti di fama internazionale realizzeno le loro installazioni, si chiama ArtePollino. Gli artisti sono tra gli indiscussi protagonisti dell'arte contemporanea internazionale: Anish Kapoor, Carsten Höller, Giuseppe Penone, Claudia Losi, Nils Udo, Anni Rapinoja a cui è stato chiesto di realizzare opere permanenti nel territorio del Parco versante lucano. Un percorso non soltanto per gli appassionati del settore, ma anche per il turista che desideri scoprire il territorio del parco, i comuni con i centri storici, le vallate e le montagne, con la consapevolezza che proprio questo territorio incontaminato per molti versi, conservi un’ulteriore e preziosa risorsa legata all’arte contemporanea.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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