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Peperone Igp: il Consorzio "mancano i soldi ", De Filippo "cambiate modello"

12/08/2009



E’ il prodotto principe del Senisese ed è conosciuto in tutto il mondo. Eppure quest’anno, poco prima delle manifestazioni a lui dedicate, le “Giornate del Peperone” e “U strittul ru zafaran”, si faceva fatica a trovarne di secco da mostrare alle telecamere di una tv locale. Ma che produrre peperone Igp a Senise stia diventano sempre più difficile? “Dopo qualche anno di difficoltà e di scarso ritorno economico, l’avevo detto e quest’anno l’ho fatto: non ho piantato più peperoni”. A parlare è Gaetano Libone, 26 anni, che quest’anno ha rinunciato ai suoi quasi 3 ettari, a vantaggio di altre colture. “I problemi sono di tipo organizzativo- dice Libone- ma legati prevalentemente alla scarsa commercializzazione. I prezzi devono essere necessariamente alti, la concorrenza altrettanto. Le mie produzioni, con regolare certificazione, non tengono il confronto con chi, in zona, il prodotto lo acquista senza certificazioni e quindi a prezzi più bassi. Conosco numerose aziende nate per produrre peperone e fallite l’anno successivo”. Le iniziative dedicate all’oro rosso non hanno visto, nonostante l’adesione data al Comune, la partecipazione attiva del Consorzio di Tutela, fatta eccezione per il convegno finale. Il Presidente della Regione De Filippo, in risposta alle problematiche di tipo finanziario e infrastrutturale elencate dal presidente del Consorzio, Antonio Gazzaneo, ha risposto auspicando un diverso e più sinergico modello di organizzazione per l’agricoltura senisese. “La mia modesta opinione- spiega De Filippo- è che a parità di fondi disponibili fa la differenza un modello organizzativo che prediliga la cooperazione, soprattutto tra i giovani imprenditori. Cosa che finora non c’è stata”.

Mariapaola Vergallito



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