Velocipede. E la memoria corre lontano ad aggeggi che usati quale meraviglia della scienza e della tecnica, due ruote figlie del progresso, con quella anteriore alta oltre due metri e quella posteriore dal diametro poco più lungo di una pizza Margherita. Una volta fermato ed identificato, è stato il termine usato per una multa elevata in base alle nuove norme del Codice della strada a un ragazzo, stando a quanto comunicato, per «uso improprio di velocipede su strada extraurbana».
Si tratta di un diciassettenne della provincia di Roma, però, in vacanza nella vicina Policoro. È incappato in una pattuglia dei carabinieri e non essendo in regola è stato sanzionato in base alle nuove e più severe norme del codice della strada. Il giovane aveva anche in mente un itinerario preciso, alla guida della sua mountainbike stava raggiungendo la Marina di Rocca Imperiale, che è già spiaggia calabrese, in provincia di Cosenza. Il viaggio in due ruote, non inquinante, era stato programmato per partecipare ad una festa di amici. Ma ci hanno pensato i militari dell’Arma, è il caso di dire, a guastare la festa, non senza ragione. Lo hanno fermato, infatti, sulla strada statale 106 Jonica intorno alle 20.30, ovvero all’inbrunire. E non hanno potuto fare a meno di contestare al minore la presenza di un solo faro sulla bici. A quel punto, a conti fatti, per i carabinieri c’era solo da elevare la classica multa, neppure salatissima, pari a 33,50 euro. Di più, solamente la minore età ha evitato al ragazzo la sottrazione di due punti dalla patente. Ma la partita, anzi la tenzone sul velocipede, non finisce con la conciliazione. Accettando il guanto della sfida, segue infatti contestazione. Da quanto si è appreso, i genitori del ragazzo avrebbero annunciato ricorso al Giudice di pace. Insomma, niente pedalate, ma tecnicamente parlando, non si può dire che la situazione non si rimasta in surplace.
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