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Ethons , 8 agosto a Villa d’Agri.

7/08/2009



VILLA D’AGRI - Dopo diversi (e soddisfacenti) anni di produzione sostenuta da istituzioni e soggetti privati , ecco arrivare per gli Ethons con l’album “O bannu” l’uscita sotto una vera e propria etichetta. A scommettere sulla loro musica e melodia il cantautore Ennio Rega e la giovanissima casa discografica romana Scaramuccia Music. “O Bannu” - che è anche il titolo di uno dei pezzi più attraenti – costituiva nei paesi della Lucania una sorta di informatore che andava rione per rione ed annunciava alla popolazione eventuali eventi o disposizioni amministrative. Da questa figura pittoresca di una Lucania che non esiste più è nato un album fiammeggiante (come al solito) di sonorità e ritmi. Sedici tracce che ritroviamo già nei precedenti lavori è che Graziano Accinni e suoi compagni di avventura, ad iniziare dal cugino vocalista Franco Accinni passando per il percussionista Gegé De Filippis, i chitarristi Silvio De Filippo e Marco Tirone fino al superlativo maestro-bassista Sal Genovese, ne hanno affinato i dettagli e il fraseggio strumentale. Naturalmente nell’album rimane invariato il pensiero e la filosofia degli Ethonos, cioè quella di reinterpretare e, quindi, contestualizzare nel presente canti e musica della tradizione lucana. Ma l’originalità in questi anni della band è stata anche quella di lasciare incontrare la cultura popolare locale con echi lontani (magrebini, greci, fado portoghese, sound country...). L’arte musicale degli Ethnos si impone, dunque, alla distanza e in profondità come miscellanea di melodie suoni mediterranei ed internazionali, tant’è che solo in questo senso si può spiegare il successo delle recenti esibizioni in Francia, Germania, Giappone, Cina. Tra i sedici pezzi selezionati ne “O bannu” non si può non citare la dolce melodia religiosa di “Rusariu” e “Crevu” la quale sembra portare alla luce sensazioni che si ha pure qualche difficoltà a spiegare e riportare in lettere. Mentre con i brani “Polca a Matrimonio”, “Musa Mediterranea”, “Lucanae” le scosse emozionali trasmesse dalle corde delle chitarre di Accinni e degli altri musicisti si elevano all’inverosimile. E’ un racconto-altro quello degli Ethnos fatto di relazioni e luoghi, di saperi e memorie, trasmesso attraverso voci, corde e percussioni. E’un viaggio circolare come un canto ancestrale nel tempo e senza tempo, dentro, attorno e oltre la terra-madre delle origini. Intanto continuano i concerti estivi della band, questa sera gli Ethnos sono a Villa D’Agri alle 21.30 al Parco Comprensoriale.

Mimmo Mastrangelo



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