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Basilicata, truffa Ue una folla di imputati in 105 dal Gup

5/08/2009



Truffa ai danni dell'Unione europea e varie ipotesi di falso. Qualcosa come 3 milioni e 300mila euro di contributi che non dovevano esser erogati e che, invece, sono finiti nelle tasche di 71 agricoltori lucani grazie alla compiacenza dei dipendenti regionali deputati ai controlli, a partire dall'allora direttore generale del dipartimento Agricoltura, oggi alle attività Produttive Andrea Freschi. E' quanto ipotizza il Pm di Potenza Anna Gloria Piccininni che si prepara a sostenere queste accuse davanti al giudice dell'udienza preliminare dove, per decisione del gip Gerardina Romaniello dovranno comparire i 105 indagati il prossimo 8 ottobre.

I fatti fanno riferimento ai contributi erogati con il Por 2000/2006 e i fondi sarebbero stati in alcuni casi effettivamente erogati, in altri si sarebbe solo di fronte a tentativi di truffa, essendo state le erogazioni congelate. Somme variabili tra i 14mila e i 55mila euro per ciascuna azienda (e nel totale si arriva a circa 3milioni e 300mila euro) che sarebbero state concesse in base a presupposti errati. In qualche caso non c'era la disponibilità  dei terreni per i quali si chiedeva l'incentivazione, in qualche altro mancava la qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale, in altri, ancora, si andava ad incentivare la diffusione dell'agricoltura biologica, ma le aziende che ricevevano il contributo non erano iscritte all’apposito albo e si sarebbero iscritte solo successivamente.

Ed è proprio questo ultimo aspetto ad aver «inguaiato» il direttore Freschi accusato di concorso in truffa «perchè, nella predetta qualità  (di direttore generale, ndr) con artifici e raggiri consistiti nell'adozione della circolare con protocollo 19750 del 21 ottobre 2002 in virtà della quale, a modifica dle già  adottato bando, si riconosceva il punteggio aggiuntivo dell'iscrizione all'albo delle aziende biologiche a 64 titolari di aziende agricole partecipanti al bando che avevano chiesto l'iscrizione all'albo, al 29 novembre 2001 (data di scadenza) erano in possesso della sola notificazione e non dell'iscrizione vera e propria conseguibile solo al termine di un iter, induceva in errore il funzionari della Comunità  europea in merito alla sussistenza dei requisiti per accedere al contributo in capo ai predetti 64 titolarià».

Questo, si legge nel decreto, avveniva in danno di «altri titolari di aziende agricole partecipanti allo stesso bando, i quali, già  inizialmente in possesso del requisito (...) avrebbero potuto essere collocati in graduatoria in posizione utile per l'ottenimento die contributi, mentre a seguito della circolare venivano scavalcati». Irregolare, per il pm, anche il comportamento degli altri dipendenti regionali che con la «esposizione di dati e requisiti falsi nei verbali redatti attestando il possesso di requisiti inesistenti o comunque affatto documentati» avrebbero consentito l'erogazione dei contributi.

Giovanni Rivelli
La gazzetta del Mezzogiorno



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