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| Basilicata: ricostruzione post terremoto, fondi ridicoli dal governo |
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2/08/2009 |
| Attesi, sollecitati, auspicati. Sono i soldi per la ricostruzione post-sima ‘80. Una mole di denaro che amministratori e semplici cittadini attendevano da tempo e che ora finalmente sono arrivati. Il Cipe ha, infatti, dato il via libera al riparto di 14,5 milioni di euro, stanziati dalle leggi finanziarie del 2005 e del 2007, destinati agli interventi di ricostruzione nelle zone della Basilicata e della Campania colpite dal terremoto del 23 novembre 1980. Il che significa che - dopo aver sbloccato tutta una serie di meccanismi burocratici che non consentivano di utilizzarli - ora i soldi potranno essere messi a disposizione della Regione che a sua volta li dirotterà sui singoli comuni che in questo modo potranno autorizzare l’erogazione dei buoni agli aventi diritto. Insomma, una buona notizia per i tanti cittadini che attendevano i fondi per ultimare i lavori. Ma anche una notizia che non consentirà di chiudere definitivamente il capitolo ricostruzione post sisma. Per ultimare tutte le opere e i lavori, infatti, servono almeno altri 700 milioni di euro. Una cifra cospicua che al momento non sembra essere prevista in nessuna voce del bilancio statale. Tanto che gli stessi esponenti del Governo di centrodestra, come il senatore del Popolo delle Libertà, Egidio Digilio, pur sottolineando l’importanza dello stanziamento finanziario, evidenziano la necessità di ottenere nuovi fondi.
«Sottolineo l' azione di pressing svolta dai parlamentari campani e lucani del Pdl - commenta il parlamentare - per liberare fondi che, nonostante risalgano a leggi finanziarie del precedente Governo, risultavano “cong elati” per effetto di perversi meccanismi burocratici e non solo. L’entità delle risorse liberate certamente non è sufficiente a rispondere alla domanda complessiva per chiudere la fase di ricostruzione dal terremoto 1980-81, ma è un nuovo passo avanti anche per favorire la riapertura di cantieri edili e rilanciare l'occupazione diretta e dell’indotto».
A sottolineare, invece, che si tratti di una «goccia nel mare» è l’assessore regionale alle Infrastrutture, Innocenzo Loguercio. «Il riparto dei fondi era stato proposto ad aprile 2007 e il decreto del sottosegretario Mantovano risale al dicembre 2008. Quasi un parto - evidenzia l’assessore - nel frattempo dopo aver constatato i rinvii del Cipe come Dipartimento, in virtù della crisi globale, abbiamo deciso di scrivere ai Comuni perché nelle more di attivazione del Cipe - potessero avviare le procedure per i buoni contributo. La decisione del Cipe, quindi, per noi è stata importante - aggiunge l’assessore - Va, però, detto che questi non sono soldi del Governo Berlusconi, ma fondi delle finanziarie del Governo Prodi per la contrazione dei mutui. Il Governo, quindi, se vuole dare segnale concreto di attenzione e produrre nuovi effetti deve inserire nella finanziaria la possibilità di contrarre mutui. E’ ovvio, però, che si tratta di una goccia nel mare. Una misura per il Sud sarebbe quella del rispetto degli impegni perchè la ricostruzione non è finita».
Antonellainciso
La Gazzetta del mezzogiorno
E 28 COMUNI ASPETTANO ANCORA UNA PARTE DEI FONDI PER IL SISMA 98
Ventotto Comuni per quelli che, in origine, erano circa 400 miliardi di lire: questi i numeri del terremoto che il 9 settembre del 1998 colpì l’area del Lagonegrese-Pollino. I programmi della ricostruzione prevedevano la creazione dei cosiddetti Piani Integrati di Recupero, una pianificazione basata su uno sviluppo programmato di carattere territoriale e non solo puntuale, che avrebbe dovuto dare priorità, prima che ai danni quantificati Comune per Comune, al numero degli sgomberati. La vera ricostruzione si cominciò a vedere solo nel 2003. Qualche anno più tardi, gli interessi maturati (circa 18 milioni di euro) in seguito al finanziamento di origine, furono a loro volta divisi tra i Comuni:prima (circa il 30 per cento) sulla base di una divisione equa (per un ammontare di circa 300mila euro a Comune); poi in base al calcolo della premialità per i Comuni che avevano speso prima i fondi. Nel marzo scorso la Giunta Regionale di Basilicata aveva, inoltre, anticipato circa 2 milioni e mezzo di euro, necessari per la chiusura dei bilanci dei Comuni che rischiavano di dover dichiarare lo scioglimento per la mancata erogazione delle compensazione dell’Ici sugli immobili danneggiati dal terremoto. Nel frattempo si attendono ancora i fondi (circa 800 milioni di euro) chiesti per mettere in sicurezza anche gli edifici non abitati. Mentre, con la Finanziaria 2009, l’Iva sulla ricostruzione è tornata ad essere a carico dei proprietari degli immobili.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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