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Rogo nel quartiere dei terremotati «Aiutiamo Adele»

1/08/2009



Incendio doloso o causato da corto circuito? Bucaletto s’interroga sull’ennesimo episodio che ha visto andare in fumo uno dei prefabbricati della «Cittadella». Un episodio ancora tutto da chiarire che ha lasciato il segno soprattutto nella signora Adele, che, in un solo colpo, ha perso il «tetto» sotto il quale vivere e la compagnia dei suoi due fidatissimi cani. Proprio loro sono le «vittime» principali di questo ultimo rogo sul quale si sta ancora indagando.

«Voglio che la verità venga fuori - ha spiegato la sfortunata protagonista di questa storia - voglio sapere cosa è realmente accaduto, se veramente, come si vocifera, qualcuno ha inteso fare del male ai miei cani e ha appiccato il fuoco alla mia abitazione». Un dubbio atroce che apre una ferita dolorosa nel cuore della signora Adele. «Non mi fermerò davanti a nulla - ha commentato - mi rivolgerò anche alla magistratura se sarà necessario. Voglio scoprire se qualcuno ha realmente causato la morte dei miei cani. Non m’importa di avere perso la casa, di non avere più un tetto sotto il quale dormire. In qualche modo me la caverò, anche passando le notti in macchina, ma sulla morte dei miei cani voglio la verità. Qualcuno mi ha parlato di una segnalazione sul fatto che potessero dare fastidio. Su questo voglio la massima chiarezza».

Non transige la signora Adele, al momento ospite dell’Istituto Principe di Piemonte che l’ha accolta dopo il rogo che ha reso inabitabile il suo prefabbricato. «Per il momento sono lì poi si vedrà. Ho parlato con l’amministrazione, soluzioni immediate non ce ne sono. Per un altro prefabbricato tocca aspettare almeno fino a dicembre. Purtroppo io rientro nella categorie di persone senza “santi” in paradiso per cui c’è poco da fare». Così, al dolore per la perdita dei suoi amati cani, si aggiunge anche il disagio di non avere più una casa nella quale vivere. Dopo il rogo, infatti, tutto è inservibile: dai mobili, agli elettrodomestici, agli stessi abiti. Per la signora Adele, una vera tragedia alla quale cercano di mettere rimedio alcuni vicini di casa che si sono, da subito, adoperati per darle una mano.

Eppure se le manichette anticendio installate da poche settimane fossero state più funzionali qualcosa si sarebbe potuto salvare, compresa la vita dei due cani che le facevano compagnia. «Purtroppo - ha commentato Umberto Marotta, un abitante di Bucaletto - si sono rivelati corti per una emergenza del genere ma soprattutto il getto d’acqua troppo poco efficace. La lana di vetro con cui sono rivestiti questi prefabbricati e il legno non hanno lasciato scampo. Quando sono arrivati i pompieri era troppo tardi».

Incidente o dolo (le ipotesi sono tutte aperte) resta il fatto che una persona è rimasta senza casa e al momento vive da precaria aspettando una soluzione che non si prospetta molto vicina. «Noi speriamo che si arrivi a una rapida soluzione - ha continuato Marotta - anche perchè non è degno di una città civile lasciare una persona per strada. Noi facciamo il possibile ma tocca anche alle istituzioni fare la loto parte. Ci sono alcuni prefabbricati liberi che potrebbero essere assegnati in attesa di una soluzione definitiva». Va trovata una soluzione a questo problema e, più in generale, va rivisto il piano antincendi della «Cittadella».

Troppo spesso e con risvolti drammatici (diverse sono state le vittime) i prefabbricati di Bucaletto sono stati al centro di incidenti di questo genere. La scelta di adottare un sistema anticendio è stata salutata con grande piacere dai residenti che ora però s’interrogano sul funzionamento dello stesso. «Per quanto ne so - ha commentato Angelo Quaratino, presidente del Comitato di quartiere - il sistema non è ancora del tutto funzionante. Questo mi lascia perplesso anche perchè sempre più spesso accadono situazioni che richiederebbero il suo utilizzo.

Altro fatto che non capisco è il moltiplicarsi di questi episodi legati al mal funzionamento dei circuiti elettrici. Un fatto strano se si pensi che solo un paio di anni fa, nella maggior parte dei prefabbricati è stato fatto un lavoro di sostituzione e ammodernamento degli stessi. Forse qualcosa non è stato fatto a regola d’arte». Un dubbio legittimo consideratii tanti episodi degli ultimi mesi. «È successo ancora - ha concluso Quaratino - in un prefabbricato, giorni fa. Per fortuna senza conseguenze. Ma se capitasse di notte?».
SANDRO MAIORELLA
La Gazzetta del Mezzogiorno



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