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| "Storie minime", il nuovo libro di Maria Pina Ciancio |
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29/07/2009 |
| “Storie minime” è una raccolta poetica che si contestualizza dentro quelli che l’autrice definisce i luoghi dell’anima. Le strade, i vicoli, le piazze di paese, la storia silenziosa di un popolo che parte e di un altro che resta, osservato e ascoltato seguendo la traccia interiore dell’emigrazione, quella di
ieri e di oggi, condivisa e partecipata attraverso lo spaesamento dei luoghi e dei volti; il tutto scandito da un rituale di abitudini e valori, coraggio e (r)esistenza. Una reinterpretazione in chiave personale delle dinamiche sociali e delle contraddizioni tra arcaicità e modernità, che caratterizzano
un Sud presente e attuale, fatto di mutamenti e radicamenti.
Maria Pina Ciancio di origine lucana è nataa Winterthur (CH) nel 1965. Trascorre la sua infanzia tra la Svizzera e il Sud dell’Italia, dove attualmente vive coniugando la passione per l’insegnamento a quella per la poesia e la scrittura. Viaggia fin da quand’era giovanissima alla scoperta dei luoghi interiori e dell’appartenenza, quelli solitamente trascurati dai flussi turistici di massa, in un percorso di riappropriazione della propria identità e delle proprie radici. Ha pubblicato testi che spaziano dalla poesia, alla narrativa, alla saggistica. Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo Il gatto e la falena (Premio Parola di Donna, 2003), La ragazza con la valigia (Ed. LietoColle, 2008). Suoi scritti e interventi critici sono ospitati in cataloghi, antologie e riviste di settore. È presidente dell’Associazione Culturale LucaniArt e su internet cura uno spazio laboratoriale sul romanzo e la poesia in Basilicata.
Scheda e rassegna stampa del libro: http://www.faraeditore.it/html/siacosache/ciancio.html
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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