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| Una proposta di legge per risarcire le famiglie che abitano vicino ai pozzi |
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27/07/2009 |
| In Val d’Agri le famiglie e le piccole aziende agricole che si trovano a pochi passi dal centro olii di Viggiano potrebbero presto ricevere un risarcimento; sarebbe un incentivo per i “disagi” causati dalle attività di estrazione. Disagi che si chiamano “cattivo odore”, “patina oleastra sulle colture” oppure “svalutazione causata dalla cattiva pubblicità di terreni a pochi metri dai pozzi petroliferi”. Un sussidio una-tantum , dunque, per i danni arrecati a causa della vicinanza con le attività estrattive: la richiesta che amministrazione comunale, comitati spontanei e molti cittadini hanno fatto nel corso degli anni, potrebbe presto tradursi in realtà. Esiste, infatti, una proposta di legge che nei fatti consente alla Regione Basilicata, di poter chiedere un incentivo, una sorta di ristoro ai soggetti proprietari di immobili, attraverso procedure la cui definizione spetterebbe poi alla Giunta Regionale, che dovrebbe essere chiamata proprio ad articolare un piano apposito. Il tutto in assestamento di bilancio e nell’ambito del programma operativo Val d’Agri. Della proposta si sa solo che i sussidi non potranno essere superiori al 50 per cento rispetto al valore dell’immobile che rientra nei parametri, che saranno in seguito definiti anche per valutare meglio l’ambito territoriale al quale destinare i ristori.
Quello che però non è stato ancora reso pubblico è che la proposta si trova ora nella delicata fase di analisi. Da fonti accredidate si è appreso che gli uffici della Presidenza della Regione stanno portando avanti anche un lavoro di mediazione con le compagnie petrolifere, per valutare se possa essere questo il caso di chiedere proprio alle compagnie di farsi o meno carico di questi sussidi. Quello di poter ricevere un ristoro è un auspicio che i cittadini, soprattutto chi ha una proprietà, privata o imprenditoriale che sia, nelle immediate vicinanze del centro olii, si augurano esattamente da quando le attività hanno avuto inizio. Come spiega anche il sindaco di Viggiano, Giuseppe Alberti.
“La Regione- spiega Alberti- attraverso la struttura di progetto Val d’Agri, ha dato incarico ad un tecnico anche per stabilire i criteri di ristoro delle famiglie che abitano nei pressi del centro olii”.
“E’ giusto che si trovi una soluzione a questo problema, perché il problema esiste- conclude il sindaco Alberti- anche perchè se i cittadini si lamentano è perché ne hanno buoni motivi”.
Finora per chi è proprietario dei terreni che circondano il Centro Oli di Viggiano non è contemplata nessuna forma di risarcimento. Nonostante, come ha spiegato il sindaco, i problemi ci sono e come.
Un accordo tra l’Eni e la Regione Basilicata che risale al 1998 avrebbe dovuto destinare 10 miliardi di lire per la realizzazione di un impianto di monitoraggio e, in seguito, 6 miliardi di lire all’anno, per 15 anni, per un più accurato sistema di sorveglianza.
E’ stato una bandiera della lotta contro i danni causati dalle estrazioni del petrolio in Val D’Agri. Il signor Gaetano Fornino, qualche anno fa segnalò a gran voce come il suo grano, in un considerevole appezzamento di terreno proprio ad un passo da uno dei pozzi, era cresciuto con un bel po’ di anticipo a causa dell’eccessivo calore emanato dai forni che bruciavano gas quando tutto è iniziato. Una produzione sbucata fuori dal terreno prima del tempo e poi diventata inutile.
Ora che da cinque anni il signor Fornino non c’è più, quella terra c’è ancora. C’è l’azienda, ci sono le strade e c’è quel calore; la fiamma del petrolio ben visibile sopra la testa e la distanza quasi inavvertita con il pozzo di Monte Alpi 3Dir, in località Valloni di Viggiano. E invece che con il signor Gaetano, parliamo con suo genero, Antonio Rosciano, che lavora nell’azienda di famiglia. Parlando della proposta di legge della Regione Basilicata che potrebbe far avere sussidi una-tantum alle famiglie che si trovano ad un passo dai pozzi, il signor Rosciano dice “se lo facessero sarebbe cosa positiva. Già, perché dopo tutto quello che è successo, qualsiasi cosa dovesse arrivare di buono sarebbe positivo”. Tutto quello che è successo, anzi, tutto quello che non è successo si chiamano richieste inascoltate. Promesse non mantenute. Oneri non rispettati. Come le strade private che servono per arrivare al Centro Olii, “che vengono utilizzate dalle compagnie- dice il signor Rosciano- senza che queste ultime paghino nulla. Come i contratti ventennali che in realtà durano quasi 30 anni. Tutto quello che si potevano prendere se lo stanno prendendo”.
L’azienda della famiglia del signor Gaetano c’è ancora. “Ma è calata del 30 per cento in questi anni e la produzione si è notevolmente ridotta”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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