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| Ricostruzione ancora a rilento cittadini costretti ad anticipare le spese |
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27/07/2009 |
| A quasi 30 anni dal sisma dell’80 la ricostruzione non è ancora completata. Reperire ed utilizzare fondi sembra essere un’impresa davvero titanica. È quanto accade a Fardella. Il signor Guarinoi, da circa un anno, attende un’au torizzazione preventiva per poter eseguire lavori d’ade guamento, anticipati di tasca propria. «Purtroppo non sono l’unico a dover subire quest’amara sorte - fa notare il signor Guarino -, poiché tutte le pratiche, intorno al centinaio, a tutt'oggi restano al palo nonostante l’amministrazione comunale sia in possesso di 700 mila euro disponibili relativi alla legge 226/99 con la quale sono stati portati a termine soltanto un paio d’interventi nel centro urbano. Per quanto riguarda invece la legge ex 219-incalza -, sebbene la Regione Basilicata abbia reso subito disponibili 400 mila euro, siamo ancora fermi ad interventi finanziati dalla precedente amministrazione. Tali somme però - conclude Guarino - rischiano di rimanere ancora congelate se non si danno una mossa».
«Ogni qual volta che abbiamo chiesto spiegazioni- rincarano la dose i signori Gioia e Coringrato- la scusante principale è stata attribuita ai troppi impegni quotidiani da espletare e trasmettere alla Regione che perdurano ormai da circa tre anni e come la tela di Penelope sembrano non avere fine». Nel frattempo, altri cittadini i quali per oggettiva necessità hanno chiesto d’anticipare con proprie risorse le esecuzioni indifferibili di lavori di ristrutturazione ed adeguamento per le proprie abitazioni, data la perdurante carenza di fondi ad hoc, riferiscono di non essere stati degnati neanche di una risposta alle proprie istanze. «E quando ciò accade -precisano - avviene dopo svariati mesi o addirittura dopo oltre un anno». Ma non finisce qui. Gli vengono, infatti, chieste ennesime ed ulteriori integrazioni documentarie a quelle già richieste e presentate mesi prima. Ecco il sindaco Piero Motolese: «Effettivamente dei ritardi si sono verificati, ma riguardano esclusivamente alcune costruzioni che hanno già usufruito dei buoni contributi con la legge 219 e ora stiamo verificando se con lo stesso fabbricato possono o meno accedere a quelli della 226. Purtroppoconclude il primo cittadino - ci sono tempi tecnici che dipendono dalla Regione».
EgidiA Bevilacqua
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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