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Prosegue Moliternoincorto. omaggio al primo cinema di Polanski

25/07/2009



“Quando ho girato nel 1958 Due uomini e un armadio, mi sforzavo di tenermi all’interno di una certa forma che mi sembrava essere propria del cortometraggio. Essenziale, senza dialogo. Credo che il dialogo non si adatti al cortometraggio. E’ solo per abitudine che lo si mette. Infatti quando il cortometraggio è parlato il film diviene l’inizio di un lungometraggio…” Queste parole di Roman Polanski, tratte da un’intervista rilasciata dal regista polacco (ma è nato a Parigi nel 1933) ai Cahiers du Cinema nel 1966, hanno una loro verità. In fondo se un cortometraggio di qualità si misura su stile asciutto, tratto essenziale, sintesi e sorpresa narrativa si può fare benissimo a meno del dialogo. Fatto salvo questo punto di vista d’autore, la quinta edizione di “Moliternoincorto”, dopo l’omaggio dedicato la settimana scorsa al cinema militante del regista torinese, Armando Ceste, prosegue dal 27 al 31 luglio con i primi sette cortometraggi che Polanski girò tra gli anni cinquanta e sessanta, appena uscito dalla famosa Scuola di Cinema di Lodz. E’ la seconda volta (la prima fu nel 2005) che la rassegna promossa dalla Bibliomediateca Giacomo Racioppi mette in locandina i corti di Polanski, una scelta in sintonia con le finalità di un minuto contenitore che è nato più per stimolare un certo pensiero intorno alle immagini in movimento che rincorrere a tutti i costi le ultime produzioni. Celebrare la bravura e il talento di Roman Polanski appare oggi del tutto scontato, invece ritornare sui suoi brevimetraggi è come andare a riscoprire l’ attento osservatore dell’animo umano (e dei fili sottili che legano esistenze spesso in conflitto tra loro) che ha dimostrato di essere sin dall’inizio della sua carriera. Il corto per Polanski si rivela una solida palestra per affinare una carica surreale e quel suo humour nero e spregiudicato che si prende gioco di tutto e di tutti. I titoli che verranno proiettati tutti i giorni sullo schermo dell’atrio della Bibliomediateca G.
Racioppi (ore 10.00) sono “Omicidio” (1956), “Rovineremo la festa ( 1957”) “Due uomini e un armadio (1958), “Un sorriso dentale” (1956), “La lampada” (1959), “La caduta degli angeli”(1959), “I mammiferi” (1962). Di questo grappolo di film “Due uomini e un armadio” è un vero capolavoro. E’ la storia di due uomini usciti dal mare con un grosso armadio che ostacola i loro movimenti. Attraversano la città mentre nello specchio dell’armadio vengono riflesse tutte le brutture del mondo. Maltrattati e scacciati dagli altri consimili, i due facchini pensano bene di fare ritorno al mare. Naturalmente, senza separarsi dall’ingombrante armadio. Il film si muove ai bordi del surreale, l’armadio è “l’ostacolo” che arresta sulla soglia della vita i due uomini venuti dalle acque, ma Polanski con un taglio sarcastico punta a cogliere tutte le cose terribili che accadono nella città e che nessuno vuole vedere. Con i corti di Polanski si chiude la prima parte di “Moliternoincorto” numero cinque, la seconda parte riaccende lo schermo a metà settembre.



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