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| Oggi a Tricarico l’inaugurazione della mostra “L’uomo, lo spazio, il tempo”. |
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24/07/2009 |
| In occasione della donazione del fotografo Aldo Marinetti al Comune di Tricarico di un considerevole corpus fotografico tratto dalla mostra “Segni di Terra” si inaugura, nello storico Palazzo Lizzadri, che viene riaperto dopo lunghi restauri, la mostra "L’uomo, lo spazio, il tempo", una selezione di 65 scatti fotografici in bianco e nero di Marinetti.
Promossa dal Comune di Tricarico in collaborazione con Città di Melfi e l’Associazione Visioni Future, la mostra é curata da Cataldo Colella.
All’inaugurazione intervengono: Vito De Filippo – Presidente della Regione Basilicata, Gregorio Angelini – Dirigente Generale Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Raffaello Marsilio – Sindaco di Tricarico, Cataldo Colella – curatore della mostra e Aldo Marinetti – fotografo.
Il progetto curatoriale presenta una accurata selezione dei lavori di Aldo Marinetti in un arco temporale di venti anni.
La sua fotografia è un cammino nella realtà, attraverso la realtà e verso la realtà.
La lettura delle fotografie di Marinetti ci permettono di comprendere l’uomo, lo spazio, il tempo intorno a noi.
Come ha scritto nell’introduzione il curatore, “Di fronte alle sue immagini tornano in mente i versi del poeta lucano Rocco Scotellaro dove una sintassi ruvida, volutamente elementare, si trasforma in intensità, in forza espressiva: “Il vento mi fascia / di sottilissimi nastri d’argento / e là, nell’ombra delle nubi / sperduto, / giace in frantumi un paesetto / lucano”, - scrive nella poesia Lucania.
Marinetti, come Scotellaro, non racconta romanticamente la bellezza suggestiva del paesaggio lucano, ma coglie la forza della sua intima essenza anche là dove i segni della civiltà delle macchine ne solcano il volto.
Nelle foto di Marinetti ci colpisce il fascino inesauribile dei volti, la loro forza interiore. Questa forza è parte del segreto, difficile da definire, celato in ciascuno di noi e il tentativo di fissarlo sulla pellicola è stato ed è il compito di Marinetti.”
Il tradizionale lavoro in camera oscura e l’assenza di interventi digitali in post produzione uniti ad una raffinata tecnica di stampa – mediante l’uso di carta a contrasto variabile e di apposite mascherature per controllare i chiaroscuri – conferisce una grana densa, pastosa, quasi pittorica, mentre i bianchi e i neri sono gestiti con decisione ottenendo contrasto a effetto.
La fotografia di Marinetti può essere paragonata ad una “nave senza età” che segue imperturbabile il fiume eterno e incomparabilmente sereno dello scatto.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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