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Basilicata, alloggi per universitari a «peso d'oro»

23/07/2009



Novecento euro al mese per un posto letto in camera doppia. Un cittadino «normale» non li pagherebbe nemmeno per una sistemazione nel centro di Manhattan, ma l’Ardsu, l’Azienda Regionale per il diritto allo Studio di Basilicata, li spende (e il calcolo è prudenziale) per i posti negli studentati di Potenza. Tre «case d’oro», una a via Viggiani (prima del ponte di Montereale), la seconda a via Mazzini (l’ex albergo San Michele) e l’ultima a via Filzi (nel tratto che dal Francioso porta a Santa Croce) per un totale di 160 posti letto che costano una fortuna.
Ma non è tutto. Perchè c’è una quarta «casa d’oro», in via delle Querce (l’ex sede della Rai) dove a fronte di una spesa di locazione di 128 mila euro non ha mai dormito nemmeno uno studente, nemmeno per una notte e i tre piani di cui l’azienda dispone da due anni sono utilizzati solo per uno sportello informazioni. Qualcosa non va. Anche perchè il servizio è scadente. Scadente al punto tale che una delle tre case, quella di via Filzi (la più grande con circa 60 posti letto) ora sarà chiusa. Gravi carenze strutturali e topi in giro per le stanze (come vediamo meglio nel pezzo sotto) ma il «rimedio » rischia di essere peggiore del male.

Non solo, infatti, molti studenti resteranno «senza un tetto» e sei lavoratori addetti al portierato rischiano di perdere il posto, ma la struttura che chiude è anche quella più economica: ogni posto (ci sono singole, doppie, triple e anche una quadrupla) costa «appena» 413 euro, vale a dire un «record» per gli standard Ardsu. Una residenza «storica», questa. Nel 1985 fu aperta come foresteria per i docenti dell’università e restò così fino al 1995. Poi la chiusura per tre anni e nel 1998 il Comune di Potenza la riaprì per gli studenti, gestendola in proprio fino al 2004 e affidandola all’Ardsu in questo anno, per una cifra tutto sommato irrisoria (35mila euro) ma mai corrisposta all’ente che, appena qualche giorno fa, ha mandato una richiesta di saldare gli oltre 300mila euro maturati.

Ben più caro, invece, il posto letto a via Viggiani. La differenza è data principalmente dalla diversa incidenza del prezzo di fitto dei locali (142mila euro annui) e portierato (110mila euro). Solo queste due voci incidono per 763 euro al mese per ogni mese in cui uno studente dorme lì, con pulizie, manutenzioni e utenze si sale a 896 e ancora non abbiamo considerato altre spese, come l’ammortamento dei lavori edili e degli arredi, gli interventi di sicurezza, i costi burocratici. Il sistema per stimarli non c’è, ma arrivare anche a mille euro non sembra una stima pessimistica.

Ma c’è qualcuno che ha fatto due conti prima di fittare quegli immobili? Situazione migliore, ma non sostanzialmente, per via Mazzini. Qui il costo (sempre esclusi ammortamenti e spese generali) per assicurare un «mese in branda» è di 687 euro. Duecento euro in meno di via Viggiani, ma comunque una pazzia. Come una pazzia è il costo medio che risulta (incluso il fitto della sede chiusa) sempre senza ammortamenti e spese generali: 700 euro netti: per un posto letto.

Giovanni Rivelli
La Gazzetta del Mezzogiorno



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