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| A Chiaromonte il V' Festival della Musica e delle Tradizioni Popolari |
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18/07/2009 |
| Puntuale come sempre la Pro Loco “Le Torri” per il quinto anno consecutivo organizza il Festival della Musica e delle Tradizioni Popolari, unico in tutto il Parco Nazionale del Pollino e in tutto il sud della Basilicata. Manifestazione prevista per il 13 agosto, che vanta numerosi tentativi di imitazione, ma che solo lei riesce a dare l’unicità della tradizione unita alla attualità sociale, unisce i gusti delle diverse generazioni dei nostri visitatori.
L’evento mira a promuovere la musica popolare, soprattutto la Pizzica salentina e la Tarantella lucana, ma anche l’artigianato tipico, come la lavorazione del ferro e del legno, nonché i prodotti tipici della tradizione lucana, e del Parco Nazionale del Pollino in particolare.
La serata musicale è ravvivata da gruppi emergenti e da gruppi musicali già affermati.
A corollario della manifestazione musicale, nel pomeriggio sono previste visite guidate nel centro storico della antica cittadina lucana alla scoperta delle sue bellezze architettoniche e paesaggistiche; per concludere il tour merenda itinerante, con diverse tappe nelle “grutt”, tipiche cantine scavate nella roccia che custodiscono un vino buonissimo e che i chiaromontesi sono felici di proporre all’assaggio dei visitatori insieme alla degustazione di prodotti tipici caserecci, fatti rigorosamente come quelli di una volta. Una zona del paese, per tutta la durata della manifestazione, è riservata ai prodotti di artigianato locale, a quelli enogastronomici, alle curiosità storiche, e alla solidarietà con coloro che nei paesi meno sviluppati vivono in condizioni difficili.
Negli anni scorsi ci avete fatto visita in tantissimi, ed anche quest’anno Vi aspettiamo numerosi per trascorrere comunque una giornata all’insegna della spensieratezza e dell’allegria più viva e cordiale.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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