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San Severino e Viggianello: un progetto nel nome dell'energia alternativa

18/07/2009



Un percorso a metà tra turismo ambientale e turismo didattico, per far rivivere le antiche strutture dei mulini di montagna in un’ottica molto legata al discorso delle fonti energetiche rinnovabili e del parco dell’energia: su tale linea poggia il progetto di creazione di un itinerario dei vecchi mulini dislocati nei territori del Pollino lucano, tra i Comuni di San Severino e Viggianello. E’ proprio in questo territorio, nel cuore della valle del Frido, che immersi nella natura esistono numerosi mulini con macine in pietra, che venivano utilizzati già tra il 1700 e il 1800 per ricavare energia sfruttando l'acqua dei torrenti. L’idea progettuale, portata avanti da tempo dall’amministrazione di San Severino Lucano e che, come spiega il vicesindaco Fiore, trova d’accordo anche quella di Viggianello, è anche contemplata (ma ancora non vi è specificata l’eventuale posta finanziaria) all’interno del capitolo dedicato alla valorizzazione dei sottosistemi territoriali del Piano per il Parco che, ricordiamo, è stato presentato tre giorni fa alla Comunità del Parco che a breve dovrà decidere se approvarlo o meno.
La proposta, come si è detto, segue un percorso lontano, che vede, come spiega il vicepresidente dell’ente Parco Nazionale del Pollino e vicesindaco di San Severino Lucano Francesco Fiore, “un iter già cominciato con la riqualificazione di alcune delle strutture esistenti e che è già arrivata in conferenza di servizio in Regione”. Tra le strutture già ristrutturate ci sono, a San Severino, il Mulino Jannarelli, ora entrata nel canale della ricettività. Era un vecchio opificio fatto costruire da Gennaro Jannarelli capitano della Guardia Nazionale nel periodo del Brigantaggio, “reclutato” per sgominare i briganti, ma si addentrò nella vita cittadina così bene da realizzare una innovativa struttura.
Il complesso era composto da una filanda, una segheria e il mulino, il capitano sfruttando lo stesso corso d’acqua alimentava le tre attività, segava tronchi, macinava grano e produceva farinacei. Il tempo, però, non ha risparmiato il “patrimonio” Jannarelli, parte delle struttura sono cadute, di altre è rimasta solo qualche pietra. “Qui esiste tutta una strumentazione- spiega Fiore- che mostra esattamente il funzionamento del mulino ad acqua. Stessa cosa per il mulino di Magnacane in località “Falascoso” a Viggianello. L’idea è quella di inserire questo percorso in un’ottica didattica di un parco delle energie rinnovabili”. Un altro mulino (situato nel territorio di Viggianello ma ora di proprietà del Comune di San Severino), è quello di “Corna Longa” ed è in fase di ristrutturazione. Sarà dedicato alla produzione di farina biologica. Altri 3 ruderi dislocati in tutto il territorio, devono ancora essere interessati da interventi di ristrutturazione. “In questi casi- spiega ancora Fiore- l’idea è quella di creare veri e propri laboratori didattici nei quali si possa prendere visione di tutte le energie alternative e del loro funzionamento”.


Mariapaola Vergallito



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