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| Potenza, stuprata dal prof di musica |
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14/07/2009 |
| A tredici anni violentata da un uomo di 52. A tredici anni attratta in un tranello dal proprio professore di musica, l’uomo di cui lei si fidava, della cui amicizia, anche in internet su Facebook, era orgogliosa. È successo a Potenza, in una scuola della città, quando le aule sono ormai vuote e anche un incontro può essere organizzato al riparo dalle centinaia di occhi che tutti i giorni, durante le lezioni, affollano quegli ambienti.
La ragazza, stando a quanto avrebbero appurato le indagini coordinate dal Pm Salvatore Colella, mercoledì scorso sarebbe stata invitata dal docente ad andarlo a trovare a scuola e lì, tra la soggezione psicologica che ci può essere in una preadolescente rispetto a un suo ben più adulto professore, e la maggiore possanza fisica, sarebbe stata costretta a subire un rapporto sessuale, il primo della sua vita.
La ragazza, alla fine, si è ricomposta ed è tornata a casa. Subito dopo aver subito la violenza, la vittima non ne ha fatto parola con nessuno. Ma era visibilmente turbata. Ad accorgersene, per prima, è stata una sua sorella molti anni più grande di lei. Il giovedì l’ha vista taciturna, inquieta, a tratti col volto rigato da lacrime. Lei, la sorella maggiore, di quella strana amicizia con un professore lo sapeva da tempo, almeno dallo scorso mese di ottobre (ma i contatti amichevoli alunna docente erano iniziati già prima), e forse qualche perplessità le era pure balenata in mente, ma scacciata dall’impossibilità di immaginare un epilogo del genere. Così, ascoltato incredula quel racconto, con il resto della famiglia è corsa dalla polizia.
La ragazza, come avviene sempre in questi casi, è stata visitata dai medici e ascoltata alla presenza di assistenti sociali ed è tornata a ripetere il suo racconto. A questo punto gli uomini della Squadra Mobile, guidati dal vicequestore Barbara Strappato, sono passati all’azione. Su indicazione del Pm si è provveduto al sequestro del computer e del materiale informatico presente nell’abitazione del docente per riscontrare i contatti avuti con la ragazza. L’uomo è stato poi condotto in questura e interrogato a lungo.
Per gli investigatori non ci sono dubbi: il racconto della ragazza è vero, chi doveva aiutarla a crescere si è trasformato in un incubo, con un rituale andato avanti giorno dopo giorno, fino all’episodio finale. Una ricostruzione che ieri è finita sulla scrivania del Pm Colella.
Le classi, ora, resteranno vuote e questo potrebbe far pensare a una minore urgenza di intervenire. Ma della questione, inevitabilmente, saranno interessati anche gli uffici scolastici. Che un episodio del genere avvenga è detestabile. Ma che avvenga a scuola dovrebbe essere impossibile.
Giovanni Rivelli
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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