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La tragedia di Viareggio riecheggia anche nel centro olii

13/07/2009



Con l’idrogeno solforato non si scherza. Le immagini della tragedia di Viareggio, con l’esplosione di cisterne cariche di gas, sono ancora vive in tutti. Il centro oli di Viggiano potrebbe in questo senso rappresentare un grosso rischio per le popolazioni dell’area e gli ambientalisti insorgono.
A lanciare l’allarme è il presidente del Csail Filippo Massaro secondo il quale «l’emissione di idrogeno solforato dall’impianto di Viggiano ha lo stesso effetto di grave pericolo registrato a Viareggio, ma purtroppo continua ad essere sottovalutato».
E ancora «dell'idrogeno solforato dovuto alla produzione e al trasporto del petrolio non si sa assolutamente nulla. Succede infatti che ciò che è normale in Val d'Agri registra una situazione paradossale con i limiti di emissione di idrogeno solforato diecimila volte superiori a quelli degli Stati Uniti. Come non può essere considerato assolutamente normale il valore altissimo delle «fragranze pericolose per l'uomo» (benzeni e alcoli) trovate nel miele prodotto dalle api della Val d'Agri, come sostiene una ricerca dell'università della Basilicata pubblicata dall'International Journal of Food Science and Technology».
E qui il presidente del Comitato per lo sviluppo delle aree interne invita alla mobilitazione popolare per ottenere tutte le garanzie per la sicurezza e la salute dei cittadini, «fattori - dice - che puntualmente in occasione degli incidenti che si sono verificati negli ultimi anni, l’Eni tenta di sminuire». «E’ par - ticolarmente grave il comportamento del Comune di Viggiano - prosegue Massaro - che continua a chiudere gli occhi sull’attività di monitoraggio ambientale (terra, aria, acqua) di pozzi e siti delle società petrolifere come per il Centro Oli dell’area industriale». Per il Csail invece si ripropone una verifica del Piano di protezione civile che il Comune di Viggiano avrebbe dovuto acquisire da Prefettura ed Eni e che non è conosciuto dai cittadini i quali, come è già accaduto per altri incidenti avvenuti, non sanno come comportarsi. Pertanto anche i sindaci dei centri limitrofi – Marsicovetere, Paterno, Tramutola – de - vono attivarsi per ottenere garanzie. Infine nella «rete» messa a punto dalla Regione per il monitoraggio sul centro Oli di Viggiano e sulle attività estrattive –a parere del Csail - ci sono «buchi» enormi. «Non è dato sapere cosa hanno prodotto i progetti compensativi dell'Eni e non è stata accolta la proposta pregiudiziale che viene dai comitati popolari e da associazioni ambientaliste relative ad un'informazione esauriente quotidiana sui rilievi Arpab (che andrebbero comunque verificati da un comitato con rappresentanti della società civile ed esperti di specifica attraverso sito web e “pannello informativo” da installare a Villa d'Agri».

La Gazzetta del Mezzogiorno



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