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| «Nicoletti salotti» verso il fallimento? |
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1/07/2009 |
| MATERA - Davvero, se si potesse non sarebbe sbagliato. Bisognerebbe organizzare visite guidate in contrada La Martella, al sito industriale di Giuseppe Nicoletti. Potrebbe tornare utile per capire, ad aprire gli occhi anche a chi ha problemi di vista. Perchè lasciare tanta gente senza lavoro, non evitare che un simile patrimonio industriale finisca a gambe levate ha del peccaminoso. Se oggi, vigilia del 2 luglio, giornata della più grande festa di Matera, non avviene il miracolo, non ci sarà altro da fare, verrà ammainata la bandiera su una delle rare esperienze di respiro internazionale che ha saputo esprimere il territorio e la sua classe imprenditoriale, unitamente a maestranze la cui professionalità, qualità fuori discussione, è un enorme patrimonio destinato a un’incredibile dissipazione.
Le speranze sono ridotte ormai al lumicino e, probabilmente, oggi, il Tribunale dichiarerà l’«improcedibilità del concordato preventivo». Soluzione che è in piedi da un anno, ovvero dallo scorso 23 giugno 2008, da quando l’azienda Nicoletti salotti è in liquidazione. Hanno preferito dire come stanno le cose i liquidatori della società, gli avvocati Angelo Calculli e Margherita Epifania. Hanno fatto tutto quello che era nelle proprie possibilità e dalle loro parole è sembrato di capire che, quando si è provato a tirare il freno, l’azienda si era ormai trasformata in una sorta di locomotiva lanciata a tutta velocità contro un precipizio, impossibile da evitare e, ora, ancora di più da risalire. Del resto, i due legali stanno continuando le trattative anche in queste ore decisive con tre creditori chirografari. Hanno presentato istanze per circa 200 mila euro. Una sciocchezza rispetto a crediti vantati dall’azienda per oltre un milione di euro, somme che non sono mai rientrate. Non è infatti lo scoglio di tre creditori quello più difficile da superare, anzi, l’accordo è a portata di mano. I nodi veri sono altrove, per esempio, riconducibili al silenzio tombale registrato sul versante delle banche. Oggi, poi, per eccesso, siamo al paradosso. Si tratta della pubblicazione del bando regionale Valbasento. Anche Nicoletti può concorrere. Potrebbe. Meglio usare condizionale, perchè deve accadere l’imponderabile: niente fallimento, che significa la possibilità di tornare a sperare per tornare a produrre. Chissà quanti lavoratori, quante famiglie si riuscirebbe a salvare a partire dagli ultimi 14 presenti a La Martella, il minimo indispensabile per evitare il collasso strutturale di uno stabilimento di 50 mila metri quadrati. Sopravvissuti. A differenza dei loro 430 colleghi non hanno diritto neppure alla cassa integrazione. Loro finiranno direttamente in mobilità.
Pasquale Doria
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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