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A lagonegro un recital sull'attualità

30/06/2009



Lagonegro
Il lavoro, i contratti e la legislazione, sono stati il fulcro e il tema dominante del recital che ha concluso il progetto “risorse umane” all’Istituto tecnico d’Alessandro di Lagonegro. Uno spettacolo collage tra teatro e canzone, composto da brani di prosa editi ed inediti, questi ultimi scritti da Genni Alagia, una studentessa dell' Istituto e dal professore nonché regista Giovanni Forestiere e da canzoni d’autore del calibro di Edoardo Bennato, Giorgio Gaber , Sandro Leporini, Francesco De Gregari, Francesco Guccini.
Sul palco Genni Alagia (voce narrante e autrice), Mario Ciardiello (voce solista e narrante, arrangiamenti, tastiera e chitarra) Vito Carlomagno (basso elettrico e arrangiamenti) Paola Castelluccio (tastiera) Sabatino Ciardiello (batteria) Francesco Falabella (Chitarre e arrangiamenti)
da veri professionisti e dopo una lunga attività di ricerca e studio, hanno aiutato il pubblico a riflettere su un tema sempre al centro dell’attenzione quello del lavoro.
L’operaio (Mario) e la ricca imprenditrice (Genni) aiutati da fatti di cronaca e luoghi comuni, episodi di vita di oggi e di ieri, hanno illustrato una pagina della odierna società. Ed ecco qualche esempio: l’imprenditrice “oggi i contratti a breve non è che mi dispiacciono tanto…quando devo intensificare la produzione, ecco dieci lavoratori in più. Poi a casa, non se ne poteva più dei contratti a tempo indeterminato: e che diamine, possono divorziare marito e moglie e non datore di lavoro e operaio?” e la risposta “già e così l’operaio sta buono buono, sperando in una prossima chiamata… un eterno ricatto”.
E poi il racconto dell’operaio emigrato e del suo sfruttamento e il ritornello “andatevene ci rubate il lavoro. .. molti sono tornati in Italia ma anche qui le cose non è che vadano meglio, non c’è lavoro. E la colpa di chi è? Di tutti quegli stranieri che vengono e si prendono ciò che non gli spetta” e la risposta dell’imprenditrice “ma cosa dici, ti lamenti dell’Inghilterra e poi fai lo stesso in Italia? Siamo noi che li vogliamo, l’immigrato lavora quanto te e spesso più di te, è quindi più produttivo! E poi non pretende quanto te, di diritti non ne parla proprio”.
Insomma una vera e propria lezione d’autore.
Antonietta Zaccara



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