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| Presentazione Piano AIB 2009 e consegna mezzi |
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25/06/2009 |
| E' stato presentato stamani, alla presenza del Capo del Corpo Forestale dello Stato, ing. Cesare Patrone, il Piano Antincendio Boschivo 2009 del Parco Nazionale del Pollino. All'iniziativa sono intervenuti il dott. Paolo Gonzales, del Ministero dell'Ambiente e il Vescovo di Lagonegro-Tursi, mons. Francesco Nolè. Presenti, tra gli altri, i comandanti regionali e provinciali del CFS, dirigenti regionali e sindaci del Parco.
Il Presidente del Parco, Domenico Pappaterra, nel presentare le attività previste dal Piano ha fatto riferimento ai buoni risultati prodotti da quello attuato nel 2008. Aggiungendo che quest'anno, dopo la "tolleranza zero" di l'anno scorso, si punta al "salto di qualità". Pappaterra ha ringraziato Patrone per "la prova d'affetto" manifestata con la sua presenza e per la vicinanza rivolta al Parco nel 2007, annus horribilis sul fronte dell'emergenza incendi. Allora, ha ammesso Pappaterra, eravamo impreparati. Successivamente con il rafforzamento del CFS, con la sperimentazione dei "contratti di responsabilità" ed oggi con la dotazione di nuovi mezzi - acquistati dal Parco con risorse del Ministero dell'Ambiente - e con il finanziamento del progetto di costruzione di una rete di protezione civile da parte di Fondazione per il Sud, il Parco punta a fare ancora meglio.
Nel 2008, ha evidenziato Pappaterra, sono andati bruciati solo 600 ettari di superficie boscata contro i 6000 dell'anno precedente.
Il Parco, inoltre, guarda, in futuro, alla possibilità di sottoporre le aree a rischio al telecontrollo satellitare. L'ipotesi potrebbe essere inserita nell'Accordo di Programma Quadro che si sta costruendo con le Regioni.
Il Capo del Corpo Forestale, Cesare Patrone ha esaltato l'azione del Parco e specificato i compiti del Corpo che "facendo sistema" con le altre forze di Polizia e con i volontari, valorizza un altro suo ruolo fondamentale, quello di forza di Protezione civile. Come dimostrato dall'intervento effettuato in Abruzzo in occasione del sisma del 6 aprile scorso.
"Dietro i mezzi - ha poi detto Patrone - c'è sempre l'uomo". "Ci vuole opera di prevenzione a monte - ha proseguito il Capo del Corpo Forestale facendo riferimento anche ai contratti di responsabilità - premiando laddove non si brucia. Questa è la chiave del successo perché si basa sul concetto di appartenenza". Le azioni messe in campo dal Parco, ha poi aggiunto Patrone possono creare momenti di valorizzazione ambientale ed anche di occupazione".
Paolo Gonzales del Ministero dell'Ambiente, nel portare il saluto del direttore generale della Direzione per la Protezione della Natura, dott. Aldo Cosentino ha detto che il Piano Antincendio del Parco, "opera collegiale" di prevenzione e di lotta agli incendi boschivi, "punta ad essere esportato in altri territori". "Il Parco - ha continuato Gonzales - per raggiungere certi risultati dev'essere collaborato, come lo è, dal CFS". D'altro canto il Ministero sta rivolgendo collaborazione e disponibilità al Parco. Gonzales ha ricordato il progetto del Pon Sicurezza che riguarda la sicurezza ambientale, presentato nei giorni scorsi, affermando che con il Piano Antincendio la sicurezza diventa "applicata".
Parole d'elogio per l'azione del Parco, rivolta anche e soprattutto alle persone, sono venute dal vescovo mons. Francesco Nolè che al termine della presentazione ha impartito la benedizione ai presenti ed ai mezzi .
Nell'occasione sono stati sottoscritti i "contratti di responsabilità" con le Associazioni di Protezione civile, ben 17, che tra Calabria e Basilicata presidieranno il territorio insieme con il CFS dispiegando circa 1000 volontari. Sono stati anche consegnati dieci mezzi antincendio e non al coordinatore del CTA del CFS del Parco del Pollino, Francesco Alberti e alle Associazioni di volontariato.
Presentata pure la campagna di sensibilizzazione ideata nell'ambito del progetto finanziato da Fondazione per il Sud "Costruiamo una rete di Protezione civile". Una serie di poster che rilevano quanto sia importante tutelare i boschi e la natura e puntano a creare una maggiore e migliore coscienza ambientalista.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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