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Emigrò per rimettersi in discussione oggi è il direttore di «Fieramilano City»

24/06/2009



Emigranti per lavoro. Di solito accade quasi sempre così. Ma ci sono anche storie di chi, professionista affermato nel proprio paese, affronta la grande metropoli «per mettersi in discussione». Come in questo caso. Protagonista un ingegnere, policorese doc, con genitori e nonni, anch’essi policoresi, nati e vissuti ai tempi del feudo baronale. Lui, Rocco Nino Sallustio, nasce a Metaponto, dove il padre faceva il ferroviere. Nino, come viene chiamato dagli amici, vive e cresce a Policoro e dopo aver conseguito la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di ingegneria all’Università di Bologna, laureandosi nel 1974.
Restare a Bologna? Non ci pensa neppure. Policoro in quegli anni prometteva molto ad un giovane ingegnere. «Ho cominciato a lavorare - ricorda Sallustio - nel campo dell’in - gegneria strutturale, degli interventi edilizi privati e soprattutto nel settore dei lavori pubblici, dalle semplici opere di pubblica utilità, strade ed opere di urbanizzazione, ad opere più complesse di edilizia industriale, come il mercato ortofrutticolo». Il lavoro, non c'è che dire, va bene. Dopo qualche anno, Sallustio mette su famiglia con Rosanna Forn a r o, laurea in filosofia. La famiglia si ingrandisce con l’arrivo di Francesco e Ludovica. In campo professionale, intanto, il lavoro non manca. «Alla fine degli anni '80 - continua Sallustio - grazie alla lungimiranza dell’allora sindaco Nicola Montesano, fui incaricato di progettare una duna attrezzata, che contemperasse l’esigenza ambientale di fronteggiare il fenomeno dell’erosione della costa con la riqualificazione del lungomare, con parcheggi, passeggiate, percorsi protetti all’interno della pineta, centri velici e ippici. Il progetto, dell’importo complessivo e straordinario per quel periodo di 28 miliardi di lire, venne finanziato, appaltato ed eseguito». E il lungomare di Policoro, nato da quella intuizione, è una delle opere più importanti degli ultimi anni, anche se ancora, a distanza di tanti anni, resta da completare la piazza cent r a l e.
Nel 1997, Sallustio con la famiglia si trasferisce a Milano, dove attualmente risiede. Fu una decisione importante, nella piena maturità. Quali le motivazioni? «Volevo rimettermi in discussione ed appagare l’aspira - zione di esercitare la professione in settori di ingegneria organizzata e più complessa. Le difficoltà ambientali legate alla provenienza da un piccolo centro di una piccola Regione sono state affrontate con umiltà, determinazione, orgoglio e caparbietà. I primi passi non sono stati facili. Ho iniziato come collaboratore e successivamente sono diventato senjor partner della società di “Inge gneria SD Partners”, molto nota a Milano, vincitrice di concorsi internazionali di architettura, in collaborazione con alcuni delle archistar più importanti del pianeta, da Ming Pei di New York, per la progettazione della nuova sede della Regione Lombardia, conosciuta come Pirellone bis, allo studio svizzero di architettura Herzog & De Meuron, progettisti dello stadio olimpico di Pechino e del nuovo quartier generale della Casa editrice Feltrinelli a Milano».
Di strada, in pochi anni, ne ha compiuta l’ing. Sallustio, che ha potuto così maturare esperienze nella gestione cantieristica di lavori sempre più complessi in una città, come Milano, dove si esige un’alta professionalità in settori sempre più specialistici. La specializzazione spinta con cui si esercita a Milano la professione di ingegnere, ha esaltato la sua capacità di ingegnerizzare progetti architettonici complessi, di organizzare e dirigere lavori nei settori civile, ambientale, industriale nel campo dell’ingegneria organizzata di grandi infrastrutture, a capo di team di direttori specialistici, anche essi ingegneri, con cui ha pianificato ed organizzato i servizi delle varie attività specialistiche, controllando personalmente tutte le fasi della cantierizzazione delle opere.
Continuano, intanto, i riconoscimenti. È di questi giorni la gratificazione di un altro prestigioso incarico. Sallustio, infatti, è stato nominato direttore generale dei lavori, «con i più ampi ed autonomi poteri di disposizione in materia di appalto, di organizzazione, gestione e controllo delle opere», del nuovo centro congressi di “Fieramilano City”, su progetto degli architetti Bellini e Nicolin, dell’importo di 57 milioni di euro, pari a circa 110 miliardi delle vecchie lire. Sarà il più grande Centro congressi d’Europa. Il policorese, Sallustio, non c'è dire, si fa onore nella grande metropoli lombarda. Arrivederci al prossimo, prestigioso incarico.

Nicola Buccolo
La Gazzetta del Mezzogiorno



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