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| Piano Operativo Basilicata FSE 2007 / 2013 |
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22/06/2009 |
| Ammonta a 322,4 milioni di euro la dotazione finanziaria del Po Fse (Fondo sociale europeo) Basilicata 2007 – 2013. Di questi, 128,9 milioni di euro provengono dal Fse, 154,7 Milioni di euro quale quota di cofinanziamento statale e 38,7 milioni di euro a carico del bilancio regionale. Numeri, obiettivi, linee strategiche, programmi sono stati illustrati questa mattina, all’Hotel Giubileo di Rifreddo, nel corso dell’evento di lancio del Po Fse 2007 – 2013. Dopo la relazione di apertura dell’assessore regionale alla Formazione, Lavoro, Cultura e Sport, Antonio Autilio, è intervenuta Paola Bertolissi, in rappresentanza della Commissione europea, Dg Occupazione, Affari Sociali e Pari Opportunità del Fse. Bertolissi, in particolare, si è soffermata sui tre criteri che sono alla base di un corretto modello di gestione delle risorse finanziarie europee: trasparenza dell’attuazione; campagna informativa; inclusione sociale. Ed ha spiegato che al centro della nuova programmazione c’è lo sviluppo del capitale umano. Sulle “Strategie nazionali per lo sviluppo delle risorse umane” è intervenuta, invece, Angela Altieri, in rappresentanza del Ministero del Lavoro, Dg Politiche Otientamento e Formazione. In particolare, Altieri ha evidenziato la necessità di puntare sulla efficienza e sulla qualità dei sistemi non mancando di sottolineare il ruolo del mondo dell’istruzione e, in particolare, dei livelli scolastici di base. A partire dalla riduzione dell’abbandono scolastico e dalla crescita delle competenze dei giovani.
A illustrare gli obiettivi per la programmazione 2007-2013 del Fse per le Regioni e le province autonome è stata Annalisa Vittore, del Coordinamento tecnico delle Regioni per il Fse. In particolare, alcuni degli obiettivi strategici comuni sono: consolidare gli interventi di sistema avviati nel periodo 2000 – 2006; sperimentare pratiche, modelli e strumenti innovativi; valorizzare la semplificazione; rafforzare l’orientamento ai risultati; personalizzare gli interventi; puntare all’innovazione. “Sono principalmente tre le sfide nel prossimo biennio: mantenere nel mercato del lavoro i soggetti maggiormente esposti al rischio fuoriuscita; contribuire alla riqualificazione / riconversione professionale dei soggetti espulsi dal mercato del lavoro e agevolare il processo di transizione da un lavoro all’altro; puntare su innovazione e sviluppo territoriale”.
Andrea Naldini, dell’Istituto di ricerca interdisciplinare Ismeri Europa, ha presentato i risultati di alcune analisi valutative del Fse 2000 – 2006. Per quel che riguarda gli effetti delle politiche formative, il tasso di inserimento occupazionale dopo 1 anno è del 29 percento, maggiore rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno. L’istruzione è stata determinante sulla probabilità occupazionale e gli effetti sono stati ridotti per le fasce più deboli. Risultato: il 90 per cento degli occupati dopo gli interventi del Fse lavorano in Basilicata; il 64 percento degli occupati giudica il lavoro coerente con la formazione; il 41 percento dei partecipanti non transitano nel lavoro. Per quel che riguarda la formazione continua “risultati positivi emergono per competenze, flussi informativi e motivazione del personale”, mentre “risultati migliorabili, ma sufficienti, per produttività, carriere, inserimento”. Anche gli spin-off e gli assegni di ricerca hanno registrato buoni risultati. In 4 punti il bilancio del Fse nel 2000 – 2006 visto dall’istituto di ricerca: “Importante sostegno a un sistema di politiche attive più articolato e con elevata capacità di copertura dei bisogni locali; risultati soddisfacenti in termini occupazionali e di performance generale; margini di miglioramento nell’equilibrio tra diversi interventi e nelle modalità di realizzazione; necessità di un sistema di politiche maggiormente integrato al suo interno e con le politiche di sviluppo e il sistema produttivo”.
Nel corso dell’evento di lancio del Po Basilicata Fse è intervenuto anche il neo presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza. “Occorre individuare – ha detto Lacorazza – una strategia integrata che consenta anche alle province e agli operatori di inserirsi meglio all’interno del programma operativo al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati”. Lacorazza, inoltre, ha espresso la necessità di inserirsi nel contesto strategico messo in campo dalla Regione Basilicata a partire da tre principali provvedimenti: la legge sulla competitività, il piano di ricerca e il piano energetico regionale”. Infine, ha sottolineato che occorre riflettere su ruolo e funzioni dei centri per l’impiego, dell’Apof – Il e dell’Osservatorio sul lavoro al fine di rendere coerenti le loro azioni all’interno della programmazione strategica regionale. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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