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| Opere pubbliche, Legacoop Basilicata affianca i sindacati |
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22/06/2009 |
| Avviare al più presto i lavori di edilizia scolastica già finanziati o appaltati, superando i ritardi dettati dalla lentezza della burocrazia e della politica. L'Associazione Regionale Cooperative di Produzione e Lavoro di Legacoop Basilicata si unisce all'appello di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil per rianimare un settore, quello delle imprese edili e affini, da sempre trainante in regione e che registra oggi drammatici cali di fatturato con il rischio, ormai fondato, di pesanti conseguenze dal punto di vista occupazionale. A tal uopo, Arcpl Legacoop accoglie positivamente l'intenzione di impiantare un tavolo permanente sui lavori pubblici, espressa nei giorni dal presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, ed è pronta a fornire il proprio contributo.
Oltre a sostenere con decisione la piattaforma proposta dai sindacati, si avverte l'impellenza di capire se sussistono le condizioni per poter mettere in moto politiche anticicliche in modo da consentire una ripresa dell'economia regionale, individuando celermente le opere, comprese quelle cosiddette “minori”, di disponibilità dei vari Enti inclusi i Comuni, su cui è necessario intervenire. A questo proposito Arcpl Legacoop ribadisce l'urgenza di un tavolo comune tra organizzazioni sindacali, organizzazioni imprenditoriali e Regione Basilicata che ponga altresì l'accento su: una sensibilizzazione e il superamento dei Patti di Stabilità degli Enti locali; il rischio elevato, visto che come si evince dai resoconti e dai bilanci 2008 il livello di guardia è già stato superato, di un possibile crollo delle imprese del settore se non accompagnate da serie politiche di ripresa; la mancanza di copertura sugli ammortizzatori sociali in deroga a partire dal gennaio 2010. Argomenti sui quali è fondamentale non farsi trovare impreparati.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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