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Film commission, non è un sogno

21/06/2009



Obiettivo di nuovo puntato sul cinema come risorsa per creare occasioni di lavoro e rilanciare il turismo.
La carta da giocare, che non è nuova, è la Film commission, struttura per attrarre e organizzare sul territorio gli effetti indotti dalla presenza massiccia e costante del piccolo e grande schermo.
La Film commission è considerata oramai indispensabile, soprattutto per accogliere le troupe cinematografiche per i film ambientati non solo nei Sassi.
Gianni Schiuma, incaricato dalla giunta della Camera di Commercio, giovedì scorso, è andato in «missione» a Roma alla fiera nazionale delle Film commission
«Un incontro importante dice Schiuma - perchè per noi è stato il primo contatto diretto con quel mondo.
In Italia sono 20, di cui 18 riunite sotto la sigla dell’associazione nazionale di settore. Abbiamo potuto capire come gli altri si sono organizzati e, sinceramente, sono tornato molto motivato rispetto a quello che dovremmo fare da noi».
Alcuni numeri, riferiti da Schiuma, per una fotografia delle film commission. «Le prime sono nate 10 anni fa. Avrebbero dovuto essere solo fornitrici di servizi, ma sono poi diventate anche società o enti a cui viene richiesto di valorizzare le risorse professionali, di creare occupazione e strutture per il cinema. Sono organizzate in Italia in maniera diversa, ma prevalgono le fondazioni, non trascurando quelle che operano come uffici regionali, comunali o società consortili. Il personale diretto occupato dalle 20 film commission è di 66 unità, ma attenzione, perchè l’indotto generato dalle iniziative è davvero più consistente. A Roma abbiamo appreso che l’introito economico prodotto dalle film commission nei territori dove sono presenti, dal 2006 al 2008, è di 260 milioni di euro. Un dato su cui meditare. È emersa, inoltre, la necessità di disciplinare dal punto di vista normativo questo tipo di strutture anche per evitare, ed è il caso della Basilicata, autoinvestiture».
Ma che cosa intendete fare in Basilicata, dopo il protocollo d’intesa dello scorso maggio tra Camera di commercio e altri enti ed associazioni?
«L’idea è sempre quella della fondazione, lanciata qualche anno fa, ma non concretizzata. La settimana prossima faremo partire gli inviti per chiedere, in primo luogo, le adesioni del Comune di Matera, della Provincia, dell’Apt. Certo, se il Comune della città dei Sassi non ci fosse, sarebbe un problema, ma credo che non si tirerà indietro. La Provincia, invece, con il nuovo presidente Franco Stella, ha già dato l’adesione di massima all’iniziativa. Bisogna subito mettere su il gruppo fondatore e andare dal notaio. L’idea è di organizzare un bando aperto per gli enti sub-regionali e i comuni lucani, non solo materani, per inserirli nella fondazione. Sarà previsto un contributo economico a carico di chi ne farà parte».
La Film commission avrà un direttore artistico (si pensa ad un attore materano, noto a livello nazionale, che ricoprirà questo ruolo): «Sarà anche ambasciatore del territorio - spiega Gianni Schiuma - collante tra la parte puramente tecnica e il mondo artistico. L’ente camerale, invece, metterà a disposizione le proprie strutture tecnico-amministrative nella prima fase dell’iniziativa».
Per la Film commission giocherà un ruolo importante la Regione. «Vedremo l’impegno finanziario che renderà disponibile. Tanto per fare degli esempi: il budget per la Film commission che la Regione Liguria mette sul tavolo è di 200 mila euro; la Regione Puglia, invece, 3 milioni e mezzo di euro. In Piemonte è stata creata addirittura una struttura che concede finanziamenti alle attività cinematografiche che si realizzano sul territorio, con un fondo di ben 12 milioni di euro».

Emilio Salierno
La Gazzetta del Mezzogiorno



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