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Giornata mondiale siccità «Puglia e Basilicata le più a rischio desertificazione

17/06/2009



Quasi un milione di profughi l’anno, oltre un miliardo di persone minacciate in più di 100 Paesi che vedono a rischio la salute e il benessere. La possibilità che la superficie terrestre già inaridita per circa il 47% si possa trasformare in deserto, dai cambiamenti climatici e dalle attività umane, nelle zone caratterizzate da carenza di piogge e da alte temperature.
Dal 1994 (in vigore due anni dopo) l’Onu ha dichiarato il 17 giugno "Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla Siccità", cui aderiscono 190 Paesi, per sensibilizzare l'opinione pubblica e promuovere l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione, l’Unccd (United nations convention to combat desertification), nei paesi gravemente colpiti dalla siccità e dalla desertificazione. In particolare, in Africa il 73% delle terre aride (coltivate) sono a grave rischio desertificazione, e da qui al 2020 un numero pari a 60 milioni di persone potrebbe spostarsi dalle zone desertificate dell’Africa Sub-sahariana verso il nord Africa e l’Europa. Il primo passo, dicono esperti dell’Unccd, deve essere quello di un "protocollo contro la sete" per fornire a ogni essere umano almeno 45 litri di acqua al giorno.
E in Italia, secondo il Corpo forestale dello Stato, oltre il 21% del territorio nazionale è a rischio di desertificazione. In pericolo sarebbero 5 regioni: Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Numerose sono le attività in tutto il mondo. In Italia, l’Istituto europeo di design, a Torino, ha organizzato un’esposizione di foto sulla desertificazione, incontri e conferenze si terranno a Palermo e all’università della Calabria. A Roma, saranno presentati dati e attività per contrastare la desertificazione.

Gazzetta del Mezzogiorno



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