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| «Liberate mio figlio altrimenti morirò» |
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15/06/2009 |
| «Sono arrivato al dodicesimo giorno di sciopero della fame. Ho perso 6 chili ed ho le vertigini. Attuerò anche lo sciopero della sete. Ma, dalla Asl di Matera nessun controllo anche se ho segnalato la protesta a Comune, prefettura, Provincia, presidenza della Repubblica. Mi lascerò morire...». Vuole portare alle estreme conseguenze la sua lotta Giovanni Falcone, padre di Angelo, 29 anni, detenuto, con l’amico Simone Nobili, in un carcere dell’India dal 10 marzo 2007 per una condanna a 10 anni per traffico di stupefacenti. Un’accusa contestata dai due connazionali che hanno parlato di un tranello loro teso dalla polizia indiana. Ora, tra luglio e agosto prossimi, ci sarà l’appello.
Giovanni ha denunciato a più riprese violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale nei confronti del figlio. Da qui i suoi appelli ad una soluzione diplomatica del caso resa difficile dalla mancanza di trattati tra Italia ed India.
«Ed Angelo e Simone, per accuse inverosimili - ha concluso il nostro interlocutore - da 26 mesi sono costretti a dormire per terra su una coperta in una cella di due metri e mezzo per lato. E non posso telefonargli da mesi. Si, mi lascerò morire...».
Filippo Mele
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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