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| "Quei lavori vanno sospesi" |
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12/06/2009 |
| Continua il rapporto epistolare tra un cittadino di Francavilla sul Sinni e Soprintendenza, Comune, Procura della Repubblica e Regione Basilicata. La Siritide già nel febbraio scorso si era occupata della vicenda di Antonio Fittipaldi, proprietario della Certosa di San Nicola, di grande valenza storica, risalente al 1400 e oggi ridotta a rudere, sul quale dal 1992 esiste un vincolo ministeriale. Una proprietà che comprende anche il muro di cinta, a ridosso del quale, mezzo secolo fa, il Comune costruì una scuola elementare, che ha una parete che coincide proprio con le antiche mura. Fittipaldi spiegava che lungo la parete non era mai stata realizzata alcuna apertura allegando anche una raccolta di firme di 11 persone che confermavano l’inesistenza di finestre. Per questo aveva chiesto l’ immediata sospensione di una serie di lavori realizzati dal Comune e “non autorizzati” per la parte che riguardava la proprietà privata. I progettisti, contattai, avevano spiegato come non solo esistessero i pareri favorevoli per realizzare gli interventi, ma che l’apertura così come è adesso, esisteva già. La risposta da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Basilicata arriva ad aprile: i lavori di adeguamento sono stati approvati con una nota del settembre del 2003 in seguito ad un nulla osta del Comune del luglio dello stesso anno. E dal sopralluogo i lavori appaiono conformi al nulla osta. Ma Fittipaldi non ci sta, minaccia di intraprendere un’azione legale e invia una lettera in risposta alla Soprintendenza, evidenziando di non aver avuto “alcuna risposta pertinente, visto che le modifiche strutturali segnalate sono state autorizzate dalla Soprintendenza solo dopo essere state realizzate”. “Il sopralluogo- continua Fittipaldi- è stato inutile, visto che il progetto comunale è stato redatto dopo aver apportato modifiche strutturali da me segnalate, senza che nessuno si sia preoccupato di cercare il progetto originario degli anni ’50”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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