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| Sabato sciopero di otto ore alla fiat di Melfi |
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12/06/2009 |
| Si va verso lo sciopero in tutto il polo metalmeccanico di Melfi. Non c'è infatti intesa tra sindacati metalmeccanici e Fiat sulle modalità per recuperare la produzione persa nei giorni scorsi alla Sata di Melfi.
Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Failms e la Rsu dello stabilimento hanno proclamato uno sciopero di otto ore per sabato 13 in tutte le aziende del distretto al termine del vertice tenutosi ieri mattina con Fiat e Confindustria. La delegazione sindacale si è detta disponibile a confrontarsi sulle richieste della Fiat (straordinario e recupero produttivo), ponendo come condizione una serie di richieste. I sindacati chiedono una cifra aggiuntiva rispetto a quella prevista dal contratto nazionale per il lavoro straordinario, il piano ferie, la richiesta di cassa integrazione per le giornate senza lavoro, il rispetto degli impegni occupazionali assunti il 3 giugno presso la Regione Basilicata e di tenere in considerazione, oltre ai lavoratori di altri stabilimenti, anche i lavoratori lucani per fare fronte all'aumento della produzione.
L’azienda - riferiscono i sindacati - non è stata disponibile ad entrare nel merito delle proposte avanzate, ritenendole non praticabili, e ha comunicato il ricorso unilaterale all’orario plurisettimanale a partire da sabato 13. Per i sindacati metalmeccanici “la Fiat non accogliendo nessuna delle richieste in pratica fa fare un passo indietro sulle corrette relazioni sindacali. Siamo convinti che si possa ancora trovare una soluzione capace di tenere conto delle esigenze dell’azienda ma anche di quelle dei lavoratori e delle lavoratrici. Pertanto invitiamo la Fiat a riaprire il tavolo negoziale”.
La delegazione sindacale rivendica “una soluzione che premi innanzitutto i lavoratori e nel contempo privilegi l’azienda e il territorio per meglio rispondere alle esigenze produttive in modo condiviso e partecipativo rispondendo con più efficacia alle sfide della competitività e del mercato”.
La Fim , in un comunicato, spiegano “la Fiat, non accogliendo nessuna delle richieste della delegazione sindacale, fa fare un passo indietro sulle corrette relazioni sindacali. Siamo convinti che si possa ancora trovare una soluzione capace di tenere conto delle esigenze dell’azienda ma anche di quelle dei lavoratori e delle lavoratrici. Pertanto invitiamo la Fiat a riaprire il tavolo negoziale”.
Per il segretario provinciale di Potenza della Uilm, Vincenzo Tortorelli, “la Fiat ha perso ieri un’altra utile occasione per recuperare un rapporto con i lavoratori di Melfi e le organizzazioni sindacali che si era deteriorato dopo le note vicende della Ergom-Plastic components. Malgrado ciò crediamo ci siano ancora i margini per continuare il negoziato nel rispetto reciproco dei ruoli, che mai come in questo momento serve alla Fiat per rilanciarsi sul mercato e al sindacato per recuperare corrette relazioni tese a riposizionare lo stabilimento lucano tra le eccellenze produttive a livello internazionale e – ha concluso Tortorelli – a rilanciare l'occupazione a Melfi”.
«Riteniamo scandaloso – ha aggiunto Cillis segretario regionale della Basilicata della Fiom-Cgil – che dopo la mediazione fatta dalla Giunta regionale, si prendano ancora in giro i lavoratori. Ad esempio ieri, dopo una giornata in attesa di notizie ufficiali, noi della delegazione Fiom (che non ha partecipato alla riunione) siamo venuti a conoscenza di nuovi imbrogli compiuti alle spalle dei lavoratori della Fiat di Melfi sul recupero della produzione della Grande Punto interrotta durante lo sciopero delle aziende dell’indotto. A questo punto – ha concluso il segretario della Fiom – chiediamo che la Regione revochi i finanziamenti alla Fiat».
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
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