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| Auto, Regioni pronte a un piano di rilancio |
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10/06/2009 |
| Un piano da 800-900 milioni di euro a cui le Regioni sono pronte a concorrere per un terzo, chiamando governo e Fiat a intervenire in parti uguali per gli altri due terzi. E’ questo il tassello centrale della proposta per rilanciare il settore auto messa a punto dalle Regioni su cui operano stabilimenti del Lingotto, che ora chiedono a Esecutivo e azienda di convocare un tavolo. La proposta è stata discussa nel corso di una riunione a Roma indetta da Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, a cui hanno preso parte governatori e assessori di tutti gli altri enti coinvolti. Chiara la loro richiesta: Usa, Germania, Francia hanno messo in campo risorse finanziarie per sostenere l’auto. L’Italia faccia altrettanto.
La cifra indicata dalle Regioni avrebbe un orizzonte temporale, in termini di investimento, di 4-5 anni, ha spiegato Bresso. E andrebbe impiegata per “sviluppare la ricerca nel settore dell’auto pulita, della mobilità intelligente”, in tutte le nuove frontiere dell’automotive. Obiettivo: creare nuove opportunità produttive ed evitare che gli accordi che Fiat sta stringendo a livello internazionale comportino una chiusura di stabilimenti sul suolo italiano. Proprio oggi, venuto meno il rischio di uno stop all’intesa da parte della Corte Suprema americana, Sergio Marchionne ha ricevuto l'investitura come amministratore delegato della nuova Fiat-Chrysler. Anche la trattative con Opel non sembra archiviata, tanto da spingere Bresso ad affermare che “quel negoziato non è ancora fallito, può darsi che si riapra. L'intesa della casa tedesca con Magna mi pare di scarso contenuto: di questi tempi, non si compra una casa troppo piccola”.
Le Regioni, quindi, sono pronte a fare la loro parte. Perchè “il settore automotive in Italia è strategico per il numero di addetti e per il fatturato che produce”, ha sintetizzato Vito De Filippo, presidente della Basilicata. Ma servono garanzie, ha chiarito il governatore pugliese, Nichi Vendola: “Noi siamo spesso trattati come bancomat. Io non sono un bancomat. Siamo pronti a mettere denaro delle Regioni, se lo si investe per una vera politica industriale e per salvare posti di lavoro”. Una preoccupazione sollevata anche da Andrea Cozzolino, assessore campano alle Attività Produttive, che guarda a Pomigliano: “E' un sito che ha conosciuto una forte riqualificazione, l’età media dei lavoratori è bassa: può svolgere una funzione importate. Ma ora ci vuole un tavolo di confronto. Il ministro Scajola, prima delle elezioni, lo aveva annunciato per il 9 o 10 giugno. Oggi – ha rimarcato – è il 10 giugno”. |
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