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| Da Francavilla una storia con lieto fine |
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7/06/2009 |
| “Oggi ritorno a vivere”. Sono queste parole ed un sorriso ritrovato che ti accolgono in casa di Antonia Raco, a Francavilla sul Sinni. La storia di Antonia è stata presa a cuore dalla Siritide settimane fa (web tv del 24 aprile 2009) , aveva dedicato ampio spazio alla sua vicenda. Anzi, alla sua battaglia. Dal 2004 Antonia ha scoperto di essere malata di Sla, la malattia che a poco a poco paralizza i movimenti del corpo, e mantiene lucida la mente. Da quel momento Antonia, 50 anni, e suo marito Antonio Lo Fiego, 5 anni più di lei, hanno dato inizio ad un percorso tra burocrazia e attesa per ottenere che, nell’edificio popolare nel quale abitano al secondo piano, fosse costruito un ascensore. Oggi, finalmente, i lavori sono cominciati. “Siamo riusciti a risolvere il tutto in tempi record- spiega il direttore dei lavori per conto dell’Ater, Antonio Pietrafesa- Abbiamo presentato domanda al Genio Civile a metà maggio e in soli 12 giorni ce l’ha restituita. Il 29 maggio sono scaduti i termini per la dichiarazione di inizio attività e appena il giorno dopo abbiamo cominciato i lavori. L’ascensore è già quasi pronto e presto sarà trasportato nell’edificio. Tranquillizziamo tutti i condomini anche su eventuali danni che, si temeva, potessero essere arrecate alla struttura: sono state realizzate tutte le condizioni possibili affinché l’ascensore non creasse né impatti visivi e né problemi strutturali”. I circa 15mila euro per la realizzazione dei lavori sono a carico dell’Ater. Per il momento le spese di gestione e della corrente elettrica sono a carico della famiglia di Antonia, a meno che anche gli altri condomini non decidano di utilizzare l’ascensore. E per quanto riguarda il contributo che aspettava dal Comune, Antonia ha le idee chiare: “ se l’Ater paga le spese per i lavori a me quei soldi non servono più. Ma che sia chiara una cosa: voglio, carte alla mano, che quei soldi vadano per chi in graduatoria era dopo di me. Sono sempre soldi che spettano a chi ha problemi legati alla salute”.
Mariapaola Vergallito |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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