|
| Apof-Il Senise: l'obbligo formativo, tra teoria e pratica |
|---|
5/06/2009 |
| Hanno partecipato anche le classi dell’Obbligo formativo di Senise alla manifestazione “Il parco promuove il lago”, giunta alla sua seconda edizione. Lo hanno fatto realizzando una serie di fotografie molto suggestive che bene rappresentano le meraviglie e le suggestioni paesaggistiche dell’invaso senisese. Ma questa iniziativa è soltanto una piccola goccia nel mare di attività previste dall’Apof-Il all’interno dei programmi didattici dell’obbligo formativo.
I ragazzi che quest’anno frequentano il I° anno III° ciclo dell'obbligo formativo sono 53 che compongono, in base alla professione scelta, 4 aule. “Il percorso didattico- spiegano gli insegnanti, guidati dalla responsabile Maria Elvira Cicale- consiste nel cogliere, nella propria realtà territoriale, le relazioni tra uomo e ambiente e quanto esse influiscano sulla promozione del benessere personale ed economico”.
Per questo motivo è fondamentale promuovere l’integrazione di tutti i moduli delle diverse discipline.
L'obiettivo è quello di aiutare i ragazzi a conoscere il territorio per poter progettare, alla fine del percorso, la propria azienda ideale (e successivamente realizzabile) attinente al profilo professionale scelto, ottenendo una qualifica.
E’ un percorso ben compreso da molti ragazzi, che, quasi in tutti i casi, scelgono l’obbligo formativo perché agevola l’approccio pratico con le diverse discipline. Come spiega bene Marco, uno dei ragazzi del primo anno.
"Sono molto timido- dice Marco- e per questo all’inizio mi sono ambientato molto faticosamente. Ma ora con tutti i professori c'é un rapporto veramente bello e non ho difficoltà a dialogare con loro. Ho deciso di iscrivermi all' Apof –Il proprio perché c’è molta più pratica. Io, per esempio, ho scelto di fare il parrucchiere e ringrazio tutti perché sono veramente speciali con me e con tutti gli altri ragazzi. ”.
|
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |