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| Fondi Ue, a rischio 650mila euro |
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3/06/2009 |
| Da sempre considerati bravi a spendere i fondi europei (non è chiaro con quali risultati tangibili), gli amministratori lucani rischiano di dover restituire a Bruxelles qualcosa come 650 mila euro. Sono i contributi relativi al bando sul «sostegno del contenimento dei consumi energetici» nella parte destinata ai privati. La Regione ha accertato che molti beneficiari non hanno documentato l’esecuzione delle opere previste e rendicontato la spesa. Di qui il blocco dell’erogazione dei fondi.
Tutto questo accade mentre nelle graduatorie delle istanze ammesse e non finanziate (per esaurimento delle risorse disponibili) ci sono molti imprenditori che, avendo comunque realizzato le opere per le quali era stato richiesto il contributo, sono in grado di documentare la spesa. È una corsa contro il tempo: per evitare la perdita del finanziamento comunitario (entro il 30 giugno o dentro o fuori), gli imprenditori chiedono lo scorrimento della graduatoria. «Si tratta - spiega Luciano Liscio di Federconsumatori - di riprendere una procedura già utilizzata in precedenza, riducendo ulteriormente la tempistica, ad esempio 30 giorni. Entro tale nuovo termine dovrà essere inviata tutta la documentazione per la concessione e liquidazione del contributo».
Il riferimento va a una comunicazione della Regione in cui è scritto: «... nel caso in cui il richiedente utilmente collocato in graduatoria abbia già ultimato l’intervento, la documentazione da presentare, sempre a partire dalla data di pubblicazione della graduatoria definitiva, è quella indicata nelle singole schede con le diciture “documentazione concessione e documentazione liquidazione” ».
MASSIMO BRANCATI
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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