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Dall'Argentina a Senise alla ricerca di tracce dei propri avi

28/05/2009



SENISE - E' ripartito senza riuscire a ritrovare tracce significative dei suoi avi. Savier Alejo Lester Abalsamo, è un ragazzo di venticinque anni, proveniente dall'Argentina, precisamente da Tandil, circa 400 chilometri a sud della capitale Buenos Aires. Ed è arrivato nei giorni scorsi prima a Potenza, per partecipare al raduno periodico dei lucani nel mondo e poi a Senise. Ma il suo cruccio, comune a tantissimi altri che pure ci hanno provato negli anni, è quello di arrivare a conoscere la storia della famiglia in questo caso di sua madre, Abalsamo. Tipico cognome senisese ma che come altri, ha tantissime ramificazioni non sempre chiare e lineari. Di certo comunque c'è che il bisnonno, Vincenzo Abalsamo, arrivò in Argentina verso il 1888, con la promessa di un lavoro da mietitore in una delle grandi aziende agricole che asssumevano in quel tempo. Da allora e' passato più di un secolo e di cose ne sono cambiate, il mondo ha vissuto trasformazioni impossibili a credere. Le ultime generazioni argentine di questi Abalsamo, sono praticamente composte perlopiù da artisti che lavorano e operano appunto in questo campo. Ed anche Saverio, studia presso l'università di arte e teatro di Tandil. Teatro che venne avviato alla costruzione da un suo avo, eclettico artista che portò in auge l'arte dal quelle parti. Ultimo di quattro fratelli, Saverio non è riuscito nella impresa della ricostruzione del suo albero genealogico. Stesso fallimento che capitò al fratello e ad uno zio che pure ci avevano provato negli anni passati. Purtuttavia il giovane studente non demorde ed ammette: “Ritornerò sicuramente per avere più tempo a disposizione ad arrivare ai miei avi senisesi. Quando sono arrivato da Potenza, mi sono subito sentito a casa ed anche dopo, allorquando ho conosciuto il calore di questa gente che non posso descrivere quanto è grande ed emozionante, ho toccato il cielo con un dito”. Savier si è emozionato e stenta a trattenere le lacrime, tanto è contento. Grazie alla grande accoglienza che gli hanno riservato Mario Marino e tutta la combriccola del centro storico, notoriamente prodiga ad accogliere i compaesani di ogni dove. Ed è stato grazie a Felice Lista, emigrante rientrato oramai dall'argentina che accoglie ogni compaesano che rientra dalla terra del sole, che Savier riesce a toccare con mano l'aria e l'amore di quella che sente la sua Senise e promette: «Giuro che ritornerò a ritrovare Felice Lista, e lui mi aiuterà, me lo ha promesso a trovare anche i miei avi. Sono senisese e voglio conoscere la mia storia, a tutti i costi”. Un atto di amore che più grande non poteva essere e che rende urgente realizzare un sistema che renda più agevole le ricerche, anche attraverso archivi ancora impolverati ma attendibili».

di GIANNI COSTANTINO



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