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| Diga di Monte Cotugno : Forestale, 6 denunce per sversamenti dal depuratore |
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27/05/2009 |
| Non c’è pace per la diga di Monte Cotugno, nel Parco Nazionale del Pollino. Parti dell’invaso sono inquinate. Lo ha accertato la Forestale. L’inquinamento dipende dai fiumi e dal depuratore consortile di Senise. Due le operazioni condotte dal Corpo Forestale dello Stato che hanno portato alla denuncia alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Lagonegro di sei persone. Si tratta di quattro tecnici di Acquedotto Lucano e del titolare e di un tecnico dell’impresa che gestisce il depuratore consortile di Senise. La prima operazione è stata condotta dal Coordinamento territoriale ambiente di Rotonda e l’altra dal Coordinamento distrettuale di Lagonegro. Nella prima, il personale dei comandi stazione forestale di Francavilla, Chiaromonte e Fardella ha accertato che alcuni corsi d’acqua ricadenti nei Comuni di Chiaromonte, Fardella, Castronuovo di Sant’Andrea, Calvera inquinati. A causare e Carbone sono tale inquinamento, secondo quanto emerso dai sopralluoghi effettuati, lo sversamento abusivo delle acque reflue urbane dei sopraccitati Comuni. Questi corsi d’acqua confluiscono nei fiumi Sinni e Serrapotamo che, a loro volta, finiscono nell’invaso di Monte Cotugno. Per verificare lo stato di inquinamento è stato richiesto l’intervento dell’Arpab (l’Agenzia regionale di protezione per l’ambiente). Nella seconda operazione gli uomini del Coordinamento distrettuale di Lagonegro del Corpo Forestale dello Stato, unitamente a personale del comando stazione forestale di Senise, durante un’attività di controllo del territorio, hanno notato che in località “Pantanello” le acque della diga si presentavano poco limpide. Inoltre emanavano un cattivo odore e vi era schiuma che galleggiava in superficie. Questo è dovuto, secondo quanto emerso dai sopralluoghi, alle acque reflue che dal depuratore consortile di Senise finiscono direttamente nell’invaso, senza aver subito alcun tipo di trattamento depurante. Una situazione dovuta al fatto che al depuratore arriva un quantitativo maggiore di acqua poiché nella rete fognaria dei centri abitati confluiscono anche le acque piovane. Gli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Lagonegro hanno immediatamente provveduto a far effettuare i prelievi di acqua nel punto di scarico per stabilire l’esatta natura delle sostanze che hanno provocato l’inquinamento. Acquedotto Lucano ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione.
di PINO PERCIANTE
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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