HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Sciopero a Melfi stop a produzione della Grande Punto

26/05/2009



A causa di uno sciopero proclamato ieri sera nella fabbrica della Ergom – che produce componenti – la produzione della Grande Punto nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat si è bloccata stamani e l’azienda torinese ha proclamato una situazione di «senza lavoro», rimandando a casa gli operai, molti dei quali, secondo i sindacati, stazionano davanti allo stabilimento. La notizia è stata confermata dal segretario regionale della Basilicata della Fio, Giuseppe Cillis, e dalla Fismic.
Lo sciopero alla Ergom è stato deciso dopo che lunedì scorso a 25 lavoratori che da tempo lavoravano nella fabbrica non è stato rinnovato il contratto e sono stati sostituiti con operai provenienti da Pomigliano D’Arco (Napoli). Secondo Cillis, «la responsabilità di quanto è avvenuto è della Fiat. L’aumento di produzione a Melfi – ha aggiunto il dirigente della Fiom – doveva tradursi in aumento dell’occupazione locale. La situazione è preoccupante – ha concluso – per le conseguenze che potrebbe avere in termini di protesta da parte degli operai».

La Gazzetta del Mezzogiorno



ALTRE NEWS

CRONACA

9/06/2026 - Controlli dei Carabinieri su 106: monitorati i flussi dei braccianti stranieri
9/06/2026 - Grano duro, anche la Basilicata in piazza a Bari con Cia
8/06/2026 - Esame di Maturità 2026: prove, calendario e nuove regole del II ciclo
8/06/2026 - Montescaglioso: sospensione idrica e chiusura scuole per guasto alla condotta

SPORT

9/06/2026 - Presentato a Roma l'Appennino Bike Tour Festival
9/06/2026 - Viggiano capitale dell’inclusione: si chiude con successo la Final Four di Coppa Italia
7/06/2026 - A Montesano lo slalom tricolore è di Miglionico. Vittoria per il pilota lucano davanti a Vinaccia e Venanzio
6/06/2026 - Il MiniBasket in Piazza approda sul lungomare di Policoro

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo