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| Melfi, ultimatum a impianto Fenice |
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24/05/2009 |
| Gli interventi non sono stati sufficienti. I livelli di inquinamento delle falde acquifere, superficiali e profonde dell’area di Fenice sono migliorati lievemente, ma bisogna ancora lavorare. Soprattutto per mettere in sicurezza la zona. Un invito che alla società che gestisce il termovalorizzatore era stato fatto già il 17 aprile scorso. Da allora, però, nulla o poco è cambiato. E seppure i numeri dimostrano una riduzione dei livelli di inquinamento, la situazione è ancora lontana dall’es - sere risolta. Così il sindaco di Melfi, Alfonso Ernesto Navazio, ha emesso - nel pomeriggio di ieri - un’or - dinanza sindacale che dispone a Fenice «di mettere in atto interventi di messa in sicurezza secondo le modalità del 17 aprile scorso entro il termine di dieci giorni». Il che tradotto in maniera più semplicistica significa che se gli impegni non saranno mantenuti entro il termine fissato sarà il Comune a provvedere d’ufficio alla sistemazione dei lavori. Ma in cosa consistono queste opere di messa in sicurezza? Innanzitutto nell’emungimento di acqua 24 ore su 24, poi nella sistemazione di alcune. Interventi importanti che pur sollecitati da oltre un mese (dal 17 aprile scorso) ad oggi non sono stati effettuati. Con il risultato che la stessa conferenza di servizio fissata per lunedì è stata spostata a data da destinarsi. Insomma, più che semplificarsi la situazione sembra complicarsi ed anche notevolmente. «I nostri concittadini possono stare tranquilli perchè saremo severi per gli adempimenti che Fenice deve portare avanti» ha commentato il sindaco della cittadina federiciana. Intanto, il tempo passa e luglio, termine che era stato dato a Fenice per il piano di caratterizzazione ambientale si avvicina sempre più.
Antonella Inciso
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
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